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Si tiene oggi a Bruxelles una nuova puntata della “tragedia greca”: il presidente Jeroen Dijsselbloem ha convocato i ministri delle Finanze dell’Eurogruppo per discutere della proroga di sei medi di aiuto alla Grecia, dopo la disponibilità manifestata nelle ultime ore da Atene.

Si tratta di prestare alla Grecia altri 65 miliari di euro (che vanno ad aggiungersi ai 238 prestati fino ad oggi, di cui 40 dati dall’Italia), indispensabili, ad esempio, per pagare gli stipendi del prossimo mese.

Il premier Alexis Tsipras si trova così a dover mettere da parte la sua incandescente retorica anti-austerità ed a attingere ancora una volta presso l’odiata troika (Fmi, Ue, bce), per quanto sia riuscito ad ottenere la ben magra vittoria di cancellare il neologismo dai documenti ufficiali.

Il partito di Tsipras, Syriza, ha fatto sapere oggi che “Se l’Eurogruppo non riuscirà a trovare una soluzione, noi chiederemo immediatamente un vertice della Ue”, ed i timori sono alimentati dall’intransigenza tedesca manifestata dal ministro Wolfgang Schaeuble, che ha accusato il governo ellenico di portare avanti la trattativa in maniera “irresponsabile”.

Stamane l’italiano Matteo Renzi ha chiamato al telefono la collega tedesca Angela Merkel, per discutere di Ucraina, ma anche di Grecia.