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A seguito dell’assassinio, avvenuto il 18 settembre 2013, del cantante rap e militante del partito di sinistra Anrasya Pavlos Fyssas, conosciuto con il nome di “Killah P”, i giudici greci hanno rinviato a giudizio 72 membri della formazione di estrema destra Alba Dorata, fra cui il leader Nikos Michaloliakos, e tutti i 18 deputati che il partito neonazista greco aveva nella scorsa legislatura, 13 dei quali sono stati rieletti. Le accuse sono di associazione a delinquere, omicidio e tentato omicidio e, se ritenuti colpevoli, rischiano pene fino a vent’anni; tuttavia indagini sono in corso anche per l’omicidio di un immigrato pachistano e per l’aggressione di una deputata del partito comunista greco.
L’accusa di associazione a delinquere riguarda, oltre che Oltre Michaloliakos, anche altri fra deputati ed ex deputati, ovvero Yiannis Lagos, Christos Pappas, Ilias Kasidiaris, Nikos Michos, Ilias Panagiotaros.
A compiere materialmente l’omicidio sarebbe stato il 45enne militante della formazione neonazista Yorgos Rupakias.
Quasi due mesi dopo l’uccisione del rapper le “Squadre rivoluzionarie popolari combattenti”, sigla fino a quel momento sconosciuta, hanno assassinato due militanti di Alba Dorata nel quartiere Neo Eraklio di Atene, colpendoli con armi da fuoco.

