Notizie Geopolitiche

Sono ripresi oggi a Bruxelles i colloqui fra il governo di Atene e la “Troika” (nome di cui Tsipras ha ottenuto l’abolizione dai documenti), cioè Fmi, Bce e Ue: l’intento è quello di trovare la quadratura del cerchio, ovvero di integrare le misure proposte dalla Grecia al fine di sbloccare il prestito di 7,5 miliardi che va a completare la prima e la seconda tranche di aiuti, per un totale di 240 miliardi di euro.

Se il clima si annuncia sereno, tecnico e non politico, è invece destinata a sollevare un polverone l’annunciata intenzione del ministro della Giustizia ellenico Nikos Paraskevopoulos di firmare la sentenza della Corte suprema che permette il sequestro dei beni della Germania quale parziale risarcimento per danni di guerra.

La decisione della Corte suprema risale al 2000 e riconosce ai sopravvissuti della strage di Distomo del 1944 (218 uccisi dai nazisti) il diritto di ottenere un risarcimento: “La legge – ha affermato il ministro in un’intervista per la tv Ant. 1 – stabilisce che per attuare il provvedimento è necessario un ordine del ministro. Ritengo che tale permesso debba essere dato e sono pronto a farlo”. Il Parlamento di Atene aveva stabilito di creare un’apposita commissione, ma poi la cosa è rimasta lì, fino ad oggi.

A Paraskevopoulos ha risposto il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert, il quale ha ricordato che la questione dei risarcimenti e dei danni di guerra è già stata chiusa da tempo, per cui “Dovremmo concentraci sulle questioni attuali e su ciò che speriamo sia un buon futuro per i nostri due paesi”. Una frase che suona come un avvertimento.