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Ammonta già a 5 miliardi in 5 giorni il denaro liquido estratto attraverso i bancomat dai correntisti greci nel timore della “Grexit”, ovvero del ritorno alla Dracma, moneta che si presenterebbe debole: lo ha riferito il quotidiano Kathimerini, il quale ha confermato che solo ieri sono stati ritirati dalle banche greche fra l’1,7 e i 2 miliardi di euro.
Kathimerini ha riportato che, per quanto permanga un’attività intensa agli sportelli automatici, ancora non vi è stata una corsa straordinaria ad accaparrare i risparmi.
Lunedì prossimo vi saranno due appuntamenti decisivi (così almeno si spera) per la Grecia in vista della scadenza del rimborso della tranche di prestito al Fmi: alle ore 15.00 vi sarà una seduta dell’Eurogruppo, mentre per le ore 19.00 il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha convocato d’urgenza un vertice di capi di Stato.
Nelle ultime ore sembrano aprirsi spiragli nelle trattative, tanto che dall’ufficio della cancelliera tedesca Angela Merkel è stato fatto sapere che Berlino intende negoziare con Atene “fino all’ultimo minuto”, ed anche il ministro italiano dell’Economia Pier Carlo Padoan ha fatto notare che “il fatto stesso che sia stato convocato un vertice dell’Eurozona è la prova che ci sono margini per un’intesa”.
Il premier greco Alexis Tsipras si è detto ottimista, affermando che “Ci sarà una soluzione nel quadro delle regole Ue e della democrazia che permetterà alla Grecia di tornare alla crescita”, mentre il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker si è mostrato più perplesso ed ha ricordato a Tsipras che “ho sempre avvertito del fatto che non mi è possibile evitare il fallimento dei colloqui ad ogni costo. Se fossi il premier greco rivenderei come un successo che la Commissione abbia offerto alla Grecia un piano di investimenti per 35 miliardi di euro”.

