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Sono quattro i deputati greci del partito neo-nazista greco Alba Dorata formalmente accusati di appartenere a un’organizzazione criminale dedita alla violenza nei confronti di omosessuali, extracomunitari e militanti dei partiti moderati e di sinistra, ma solo per uno di loro, Yiannis Lagos, è stata disposta la custodia cautelare; per gli altri tre, il portavoce del partito Ilias Kasidiaris, Nikos Michos e Ilias Panagiotaros, è stata concessa la libertà condizionale.

Già lo scorso 28 settembre era stato fermato il 56enne Nikos Michaloliakos, leader del partito, poiché sarebbero risultate prove schiaccianti del coinvolgimento di membri della formazione di estrema destra nell’omicidio con due coltellate al cuore del 34enne cantante rap e militante del partito di sinistra Anrasya Pavlos Fyssas, conosciuto con il nome di “Killah P”, lo scorso 18 settembre. Poche ore dopo il fatto era stata perquisita la sede di Atene di Alba Dorata ed era stato arrestato un uomo sospettato dell’omicidio, Yorgos Rupakias, un 45enne militante del partito che poi ha confessato.

Viste le proteste popolari, il governo ellenico sta cercando di mettere fuori legge Alba Dorata: la documentazione prodotta per la procedura riporta di una trentina di casi di atti di violenza riconducibili direttamente al gruppo di estrema destra e di un linguaggio razzista e xenofobo riservato a omosessuali, immigrati e politici di sinistra, forte del consenso elettorale ottenuto, ovvero di quasi il 7% alle politiche (18 seggi) e del 13% alle amministrative della capitale. Si ritiene che il 40% degli agenti di sicurezza abbiano votato per Alba Dorata.

Ad Atene è stato arrestato un ex commissario di polizia che consigliava di rivolgersi ad Alba Dorata per avere “un servizio migliore”. Gli immigrati che andavano al commissariato per denunciare aggressioni dei neo-nazisti venivano cacciati.