di Enrico Oliari –
Hanno riaperto (finalmente) le banche in Grecia, per quanto i cittadini possano ancora prelevare denaro per un tetto massimo di 420 euro alla settimana, come pure utilizzare assegni ed aprire le cassette di sicurezza, mentre rimangono ancora bloccati i bonifici internazionali.
Con oggi sono entrate in vigore le nuove misure di austerità imposte dai creditori, utili per sbloccare il nuovo maxi-prestito da 86 miliardi in tre anni: l’Iva per gli alberghi, gli alimentari, i trasporti pubblici ed altri beni di prima necessità è passata dal 13 al 23%, comprese le isole, fino ad oggi graziate.
Un funzionario del ministero delle Finanze ellenico ha informato Bloomberg che è già partito l’ordine di pagamento di circa 6,8 miliardi di euro alla Bce, all’Ue e al Fmi.
Urgente è ora per il premier Alexis Tsipras riportare la stabilità politica, dopo l’ondata di dimissioni e soprattutto la spaccatura del suo partito, Syriza, che ha visto 39 deputati votare contro l’accordo e il soccorso delle opposizioni. Tuttavia si fanno insistenti le voci di elezioni anticipate, un’ipotesi ribadita dal ministro dell’Interno, Nikos Voutsis, il quale ha indicato come periodo per la consultazione elettorale settembre – ottobre.
Vi è anche da registrare un ammorbidimento della posizione della cancelliera tedesca Angela Merkel, la quale ha aperto alla possibilità di intervenire sul debito greco (che potrebbe arrivare al 200%), pur escludendo il taglio del debito: “Basta parlare di Grexit – ha sottolineato Merkel – lo scenario di una uscita di Atene dall’eurozona è tramontato”.

