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In Grecia è avvenuto ciò che i mercati finanziari e l’intera Europa temevano: la terza fumata nera al Parlamento per l’elezione del presidente della Repubblica ha fatto scattare nuove elezioni politiche che, come chiederà il premier Antonis Samaras al presidente uscente Karolos Papoulias, si svolgeranno con tutta probabilità il 25 gennaio.
Fra le preoccupazioni dell’esponente di Nuova Democrazia, formazione di centrodestra, vi è l’ondata di antieuropeismo frutto di anni di austerity e di presenza necessaria ma ingombrante della “troika” (Bce + Ue + Fondo monetario), per cui il voto dei greci potrebbe orientarsi verso le frange estreme che parlano addirittura di uscita dall’Unione Europea, come nel caso del partito di sinistra Syriza, guidato da Alexis Tsipras.
Così, dopo che il suo candidato Stavros Dimas non ha ottenuto il quorum necessario di preferenze, Samaras ha affermato che “Tutti coloro che (in Parlamento) hanno votato contro, sono responsabili di un evento che la popolazione non voleva”, per cui “è tempo per il popolo greco di fare ciò che il Parlamento non ha fatto, di mettere fine all’incertezza e di riportare la stabilità”. “L’opposizione – ha aggiunto Dora Bakoyannis di Nuova Democrazia – ha costretto a elezioni anticipate nel periodo peggiore per l’economia del Paese”.
Da canto suo Tsipras esulta e afferma che “Con la volontà del nostro popolo, in pochi giorni gli accordi di austerità andranno in soffitta, il futuro è già cominciato”, (…) “oggi è una giornata storica per la democrazia greca, i parlamentari hanno dimostrato che la democrazia non può essere ricattata”.
Intanto i mercati soffrono: ad Atene la borsa perde l’11%, a Milano l’indice Ftse Mib cede il 2,29% a 18,908 punti, a Madrid l’Ibex perde l’1,58%.

