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E’ alta la tensione al confine fra la Grecia e la Macedonia, dove migliaia di profughi e di migranti stanno protestando per entrare nel territorio di Skopje e procedere il viaggio verso il centro dell’Europa.
In più occasioni è stato tentato lo sfondamento del cordone di polizia, verso la quale sono volati oggetti ed insulti, ma le informazioni parlano anche di alcuni feriti.
L’ordine è quello di far passare solo coloro che provengono dalle zone di guerra, per cui in particolare i pakistani vengono respinti.
L’Unhcr, l’agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite, ha espresso “profonda preoccupazione” per le tensioni, ed ha chiesto alla Grecia e alla Macedonia di gestire il confine “in maniera coerente con i diritti umani e dei principi di protezione dei rifugiati”.
E’ l’Unione Europea a fare pressioni sulla Grecia e sulla Macedonia per chiudere il passaggio ai migranti, lasciando passare solo profughi.
Dall’inizio dell’anno sono 600mila i migranti in generale che sono entrati in Grecia, provenienti in particolare dalla Siria, dall’Iraq, dall’Iran, dall’Afghanistan e dal Pakistan.
Solo a Idomedi, dove più forti sono le tensioni, sono 6mila a essere bloccati.
Intanto l’agenzia di controllo delle frontiere dell’UE, Frontex, ha informato il governo di Atene dell’intenzione di estendere le proprie attività sino al confine con la Macedonia, dove assisterà le autorità elleniche nella registrazione dei migranti. L’impegno si va ad aggiungere a quello già in atto nelle isole dell’Egeo.

