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Continuano gli ammiccamenti della Russia nei confronti della Grecia, in quello che è un’evidente strategia del Cremlino di ricorrere al paese ellenico per indebolire il fronte europeo: il quotidiano russo Kommersant, controllato da Gazprom, ha infatti reso noto che vi è l’intenzione di “prendere in considerazione uno sconto sul gas per la Grecia”. Come ha spiegato una fonte del governo russo, “il prezzo è agganciato nel contratto al costo del petrolio, che negli ultimi mesi è diminuito in modo sostanziale”.
In realtà che la Russia stia facendo la corte ad Atene non è un mistero, tant’è che il primo diplomatico a congratularsi con Alexis Tsipras per la sua elezione è stato l’ambasciatore russo Andrey Maslov, e lo stesso primo ministro si è sempre detto contrario alle sanzioni contro la Russia.
Domani Tsipras incontrerà a Mosca il presidente russo Vladimir Putin, il primo ministro Dmitry Medvedev, il presidente della Duma Sergei Naryshkin e il patriarca Kirill.
Intanto, giusto per sollevare fumo e polemiche, il viceministro delle Finanze Dimistris Mardas ha comunicato al parlamento che “In base ai nostri calcoli, il debito collegato alle riparazioni di guerra è di 278,7 miliardi di euro, compresi 10,3 miliardi del cosiddetto ‘prestito forzato'”;
Merkel aveva risposto sulla questione a Tsipras lo scorso 24 marzo in occasione dell’incontro a Berlino, affermando in modo deciso che la questione dei risarcimenti è “chiusa dal punto di vista sia giuridico sia politico”, per quanto la Germania sia consapevole delle atrocità commesse e non neghi il dialogo fra i due paesi.
Tuttavia il premier greco ha fatto sapere di essere pronto a dare esecuzione a una sentenza di 15 anni fa della Corte suprema che autorizza il sequestro di asset tedeschi in Grecia per ripagare le atrocità di guerra.

