di Enrico Oliari –
A scrutinio quasi terminato la sinistra di Alexis Tsipras, Syriza, ha ottenuto il 36,34%, arrivando così ad occupare 149 seggi (a un soffio dalla maggioranza assoluta), contro il 27,81% (76 seggi) di Nea Dimokratia (ND, centro-destra), del premier uscente Antonis Samaras.
Si tratta del terremoto che l’Europa Unita temeva, perché il partito di Tsipras è quello dell’anti-austerità, ovvero di una visione più “umana” della crisi, per cui, almeno stando al programma, sparirà la tassa sulla prima casa, vi saranno mezzi gratuiti per i disoccupati, esenzioni fino a 12mila euro, salario minimo che passa da 450 a 750 euro, no a licenziamenti facili e di massa, taglio del debito e non solo degli interessi, memorandum Troika (Bce + Ue + Fmi) da stracciare e nuovo negoziato con la conferenza dei creditori.
Ed è proprio lì che sta il nocciolo del problema, perche sono stati proprio i 243 miliardi di euro prestati alla Grecia a salvarla dalla bancarotta, un’iniziativa adottata in cambio di 12 finanziarie lacrime e sangue, per rimettere a posto i conti di un paese che per entrare nell’Eurozona aveva mentito sui suoi conti.
Il massaggio di Syriza è, tuttavia chiaro: è sbagliato, inaccettabile pensare che siano le classi più deboli a farsi carico sia degli errori della classe politica che del giogo dovuto al maxi-prestito, per cui Tsipras, incarnando il malumore anti-europeista, ha avuto gioco facile. Anche se sarà tutto da vedere, perché è assai poco probabile che la Troika accetterà senza battere ciglio che venga fatta carta straccia degli impegni sottoscritti.
“La Speranza ha vinto”, twitta il partito Syriza, mentre il leader e neo-premier Alexis Tsipras, ha affermato a caldo, salutando la folla:“Cittadini di Atene, la Grecia ha voltato pagina. Oggi il popolo greco ha fatto la storia. Facciamo tornare il sole sulla Grecia” (…) “Oggi chiudiamo il circolo vizioso dell’austerità. E’ tornata la speranza, la dignità, l’ottimismo”. Ed ancora, “E’ una cosa senza precedenti”, “I greci hanno mostrato la strada del cambiamento all’Europa, una nuova Europa basata sulla solidarietà: la troika è una cosa del passato. Il voto contro l’austerità è stato forte e chiaro”.
Al terzo posto si è piazzato il partito di estrema destra Chrysi Avghì (Alba Dorata) con il 6,28% e 17 seggi. Seguono To Potàmi (Il Fiume, centro-sinistra) con il 6,05% (17 seggi), il Partito Comunista di Grecia con il 5,47% e 15 seggi, Greci Indipendenti (Anel) con il 4,75% e 13 seggi e il Pasok (socialista) con il 4,68% e 13 seggi.
Sconfitto, Samaras ha prima ringraziato i suoi, quindi ha affermato che “La decisione del popolo deve essere rispettata”; ha rivendicato di aver “preso nelle mani un Paese sull’orlo della catastrofe e di aver resistito, garantendo la dignità della Grecia e l’uscita dalla crisi”: “Abbiamo deciso misure dure – ha aggiunto Samaras – ma restituisco un Paese senza deficit. Mi auguro che tutto ciò non andrà perduto”.
Mancando pochi seggi per ottenere la maggioranza assoluta, il neo-premier ha pensato di allargare i suoi sostenitori in Parlamento coinvolgendo non le altre formazioni di sinistra, con le quali in passato ci sono stati dissidi, bensì con Anel, formazione di indipendenti dell’area della destra nazionalista, guidato da Panos Kammenos: i suoi 13 seggi garantiranno a Tsipras una maggioranza situata ben oltre la linea di pericolo, con la concessione di un solo ministro.
Anche Anel è una formazione euroscettica e contro la politica dell’austerity.
Intanto nell’Europa c’è nervosismo e la Commissione ha già chiesto a Tsipras di recarsi a Bruxelles per colloqui.

