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Il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis si è detto certo al “100 per cento” che verrà raggiunto un accordo con i creditori (Bce, Fmi e Ue), a prescindere dal referendum di domenica prossima. “Un accordo si troverà sia che dalle urne esca un ‘sì’ o un ‘no’ – ha spiegato alla Bbc -. Se vince il sì, sarà un cattivo accordo, le banche apriranno con un cattivo accordo… se vince il no, riusciremo ad avere un accordo fattibile, qualcosa in linea con quanto abbiamo presentato negli ultimi giorni”.
Varoufakis ha poi attaccato duramente il sistema europeo per la politica di austerità riservata al suo paese ed ha affermato che “Abbiamo un pessimo sistema di governance in Europa. Questo non è il modo giusto per gestire un’unione monetaria. E’ una farsa. E’ una commedia degli equivoci da cinque anni. Il programma che hanno imposto a questo paese e che vogliono continuare a imporci rimarrà nella storia economica come il più grande disastro di sempre”.
Il ministro ha quindi invitato a votare per il ‘no’ ed ha ribadito che in caso di vittoria del ‘sì’ rassegnerà le dimissioni, in quanto “non posso firmare un accordo che non condivido e che rappresenta un danno per il mio paese”. Nella logica di Varoufakis il ‘no’ al referendum irrobustirebbe la sua posizione al cospetto dei creditori.
Intanto nelle banche greche resta una liquidità di 500 milioni di euro, cosa che ne rende difficile l’apertura lunedì prossimo, come annunciato dal premier Alexis Tsipras.

