Groenlandia. Gli europei minacciano la vendita del debito, Trump ammorbidisce le sue posizioni

di Enrico Oliari

Più della minaccia dei contro-dazi da 93 miliardi anticipata in quale modo da Ursula von der Leyen, a far cambiare idea a Donald Trump circa la balzana idea di annettere agli Usa l’europeissima Groenlandia è stata l’ipotesi di vendere le quote del debito Usa. In altre parole Bruxelles ha tirato fuori il “bazooka” e ha minacciato indirettamente di mettere sul mercato i 12mila miliardi di dollari di asset, azioni, obbligazioni e strumenti finanziari in mano agli europei, con il rischio che a comprarseli siano ancora una volta i cinesi.
Un’ipotesi temuta dal segretario al Tesoro Usa Scott Bessent, il quale l’ha tuttavia bollata come una “narrazione falsa” nata dalla ricerca di una banca, “che sfida ogni logica”. Ma tant’è che lo studio è saltato fuori al momento opportuno, per cui il presidente Usa ha subito ammorbidito le sue posizioni e, dopo essersi incontrato con il segretario della Nato Mark Rutte, sta ora puntando ad un accordo che potrebbe comportare, come ha riportato il New York Times la cessione da parte della Danimarca della sovranità solo su alcune aree per costruire delle basi, come avviene a Cipro con le basi britanniche.
L’obiettivo degli Usa è quello di scongiurare l’espansione di Cina e Russia nell’Artico e nel contempo garantire la completa copertura missilistica con il progetto “Golden Dome”, per cui Rutte sta mediando un incontro a tre con Danimarca e Usa.
Intanto Donald Trump ha annunciato il ritiro della minaccia di dazi nei confronti degli otto paesi europei che hanno inviato in questi giorni nell’Artico piccoli gruppi di militari, un modo per ribadire che quel territorio immenso e ghiacciato, ricco di risorse naturali e con un’importante posizione strategica, non è americano, mentre il primo ministro danese Mette Frederiksen si è detta disposta “a un dialogo costruttivo con gli alleati volto a rafforzare la sicurezza nell’Artico”, ma “nel rispetto totale della nostra integrità territoriale”. La premier ha poi ribadito che “la sicurezza nell’Artico è una questione che riguarda l’intera Nato. Ed è da lì che bisogna partire.