Guatemala. Il colpo al narcotraffico con l’estradizione di “Chicharra”

di Giuseppe Gagliano

Un altro duro colpo al narcotraffico centroamericano: Aler Baldomero Samayoa Recinos, alias “Chicharra”, è stato estradato negli Stati Uniti, dove affronterà accuse di traffico di droga davanti a un tribunale federale di Washington. Il boss dei Los Huistas, organizzazione criminale radicata al confine tra Guatemala e Messico, è stato consegnato alla DEA in un’operazione che segna un punto di svolta nella cooperazione tra il governo guatemalteco di Bernardo Arévalo e le autorità internazionali.
Samayoa Recinos non era un criminale qualunque. Capo di un gruppo legato ai potenti cartelli di Sinaloa e Jalisco Nueva Generación, controllava un’arteria strategica per il traffico di cocaina, metanfetamine ed eroina verso gli Stati Uniti. Los Huistas, con base a Santa Ana Huista, non si limitava al trasporto di droga: coltivazioni di papavero da oppio, produzione di droghe sintetiche con precursori chimici cinesi e riciclaggio di denaro erano il cuore di un impero criminale che destabilizzava la regione. Il Dipartimento del Tesoro Usa lo aveva inserito nella lista nera già nel 2022, definendolo una minaccia transnazionale.
L’arresto di “Chicharra”, avvenuto a marzo grazie a un’operazione congiunta con Messico e Stati Uniti, ha chiuso una lunga caccia. Rifugiato a Comitan de Domínguez, in Chiapas, sotto falsa identità, il narcotrafficante aveva eluso le autorità dal 2018. La sua estradizione, definita dall’ambasciata Usa “la più significativa degli ultimi decenni”, è un segnale chiaro: il Guatemala di Arévalo vuole smarcarsi dall’immagine di stato complice del narcotraffico.
Ma la storia non finisce qui. Los Huistas non è solo un’organizzazione, è una rete familiare e politica. Freddy Arnoldo Salazar Flores, ex deputato e genero di Samayoa Recinos, è stato sanzionato dagli Usa per il suo ruolo nel traffico, eppure la procura guatemalteca non ha aperto indagini contro di lui, sollevando sospetti di protezioni ad alto livello. E poi c’è il caso di Henry Hernandez Herrera, fratello di una deputata, ucciso nel 2022 a Santa Ana Huista: un omicidio che molti leggono come un regolamento di conti interno al mondo del narcotraffico.
Non è solo Samayoa Recinos a tenere alta l’attenzione. In parallelo, un altro narcotrafficante, Allan Daniel Mendoza, detto “Carnitas”, è in attesa di estradizione. Legato al cartello Los Lorenzana, Mendoza è accusato di aver gestito rotte di cocaina tra Venezuela, Colombia e Honduras. La sua cattura, il 17 aprile, è un ulteriore tassello nella lotta al crimine organizzato.
La guerra al narcotraffico in Centroamerica è lungi dall’essere vinta. Los Huistas e i loro alleati messicani continuano a sfruttare la porosità dei confini e la corruzione endemica. Tuttavia, l’estradizione di “Chicharra” manda un messaggio: il Guatemala, almeno per ora, sembra intenzionato a giocare la partita della legalità. Resta da vedere se questa determinazione resisterà alle pressioni di un sistema in cui politica, crimine e potere si intrecciano pericolosamente.