
di Vincenzo Tartaglia –
Il presidente guatemalteco Bernardo Arévalo ha annunciato in questi giorni l’entrata in vigore della nuova legge anti-narcos, una norma che rafforza la lotta governativa contro i gruppi criminali quali “Barrio 18” e “Mara Salvatrucha”, dichiarati ufficialmente organizzazioni transnazionali e terroristiche.
Come riportato da Telesur e da Agencia Guatemalteca de Noticias, la legge anti-narcos è stata sostenuta da 135 dei 160 membri del Congresso guatemalteco e ha ricevuto solo sette voti contrari.
La legge, oltre alla lotta contro i narcos, autorizza il congelamento dei conti bancari degli affiliati e capi delle bande criminali, vieta i benefici procedurali e giudiziari per reati gravi e limita l’uso di denaro e telefoni cellulari all’interno delle carceri.
Prevede inoltre la costruzione, entro un anno, di carceri di massima sicurezza riservate esclusivamente ai membri delle bande, chiamate localmente “Pandillas”.
A livello di forze dell’ordine, il governo guatemalteco fa anche sapere che di recente ben 3mila giovani sono entrati nell’Accademia Nazionale di Polizia Civile, mentre altri 3mila si sono già diplomati e attualmente prestano servizio nella lotta contro la criminalità.
Nel paese centroamericano è in lieve diminuzione il livello di omicidi, e la nuova legge sembra sottolineare la volontà di Città del Guatemala di ricalcare le stesse o simili orme messe in atto dal governo e presidente salvadoregno Nayib Armando Bukele Ortez, nella lotta contro le pandillas.











