di Enrico Oliari

La tegola sulla testa dell’ex premier britannico Tony Blair si chiama Rapporto Chilcot. Dopo 7 anni di lavori e 150mila pagine di documenti raccolti in 12 volumi, la commissione presieduta da John Chilcot ha potuto dimostrare “oltre ogni ragionevole dubbio” che la guerra del 2003 della Gran Bretagna contro l’Iraq di Saddam Hussein è stata un’ “impresa avventata” e assolutamente “evitabile”.

Le conclusioni sono quelle che, senza essere troppo dietrologi, si sono sempre sapute: inesistenza delle armi di distruzione di massa, cioè casus belli del tutto inventato, e mancata preparazione del “dopo”, per cui i funzionari, i militari, gli imprenditori e la classe borghese dell’ancien regime iracheno è oggi confluita nello Stato Islamico.

Il rapporto indica infatti che Washington e Londra vollero a tutti i costi la guerra del 2003, “quando ancora si potevano fare tentativi di disarmo pacifico” e “quando l’Onu non aveva concluso le proprie ispezioni”, che già allora non stavano portando a nulla.

Bush volle la guerra per le mire espansionistiche Usa, e Blair si accodò con un celebre “Sarò con te, sempre”, trascinando il paese in un’avventura del tutto inutile soprattutto controproducente, i cui effetti oggi sono sotto gli occhi di tutti.

Se si traccia una linea orizzontale si nota che gli Usa hanno basi militari in tutti i paesi dal Marocco al Kirghizistan, con le sole esclusioni di Siria (dove oggi c’è la guerra con gli insorti sostenuti da Washington) e Iran (organizzato e attrezzato militarmente). Ma fino ai primi anni del 2000 vi erano altri due paesi senza le basi Usa: l’Afghanistan e l’Iraq. Un’espansione strategica che è costata e sta costando guerre e terrorismo, un gioco da cui la Gran Bretagna di Tony Blair non ha saputo star fuori.

In conferenza stampa Blair ha oggi dichiarato che “Ritengo di aver preso la giusta decisione e il mondo è migliore e più sicuro”.

Centinaia di persone hanno manifestato a Londra contro Blair davanti al centro conferenze in cui sono stati rivelati i risultati della Commissione di inchiesta.