TMNews, 12 gen 13 –
Il palazzo presidenziale e i ministeri crollati, il parlamento raso al suolo, la cattedrale in rovina: i simboli di Haiti sono scomparsi dalla capitale Port au Prince, devastata esattamente tre anni fa da un sisma che ha ucciso 250mila persone, mentre la ricostruzione va a rilento. “Nonostante tutte le sofferenze, Haiti si rialza”, ha assicurato il presidente Michel Martelly nel corso di una cerimonia per commemorare le vittime. “Un cumulo di ferraglia e un mucchio di pietre, è quanto è rimasto il 12 gennaio 2010 del palazzo del popolo di Haiti, ma la bandiera resta in piedi e orgogliosa”, ha aggiunto il capo di Stato, nell’intervento fatto su una strada ricreata sulle rovine del palazzo presidenziale.
Più di quaranta edifici pubblici sono stati distrutti tre anni fa, assieme a edifici scolastici e chiese. “Abbiamo registrato perdite stimate in 13 miliardi di dollari”, ha ricordato il presidente, arrivato al potere circa un anno prima del terremoto. Ma solo un terzo degli aiuti internazionali sono stati affidati al governo di Haiti, perchè “molti soldi sono stati gestiti dalle organizzazioni internazionali”, ha accusato Martelly ieri sera durante un incontro con i giornalisti. “Più ci inviano aiuti ad Haiti, più si dirà che le cose non avanzano. Pertanto c’è qualcosa che non funziona”, ha proseguito il leader haitiano, chiedendo di fermare l’invio di soldi e di cercare un meccanismo migliore per arrivare a dei risultati.

