di Paolo Menchi –
La crisi ad Haiti ha raggiunto livelli drammatici. Il governo degli Stati Uniti ha ufficialmente inserito due delle più pericolose bande criminali haitiane, Viv Ansanm e Gran Grif, nell’elenco delle organizzazioni terroristiche a causa del loro ruolo nell’escalation di violenza che sta sconvolgendo il paese caraibico. Le due gang, guidate rispettivamente da Jimmy “Barbecue” Cherizier, un ex poliziotto diventato simbolo del caos, e da altri capi locali, mirano a rovesciare il governo per instaurare un sistema dominato dal crimine organizzato.
Poche ore dopo la decisione statunitense le autorità haitiane hanno proclamato lo stato di emergenza nazionale per tre mesi. L’obiettivo è consentire interventi più efficaci contro i gruppi armati, che ormai controllano ampie zone della capitale Port-au-Prince. Le Nazioni Unite hanno recentemente diffuso dati allarmanti: nei primi tre mesi del 2025, sono state registrate oltre 1.600 vittime di violenza, con decine di esecuzioni sommarie attribuite anche a forze dell’ordine.
Dal brutale assassinio del presidente Jovenel Moïse nel 2021, il paese è precipitato in un vuoto istituzionale che i nuovi leader, il premier Alix Fils-Aime e il presidente del Consiglio di Transizione Fritz Alphonse Jean, non sono riusciti a colmare. In questo scenario caotico Cherizier si è persino autoproclamato presidente, resistendo a più operazioni militari contro di lui.
Nel tentativo di riprendere il controllo il governo haitiano ha anche annunciato la nascita dell’Agenzia Nazionale di Sicurezza, incaricata di gestire le attività di intelligence e contrastare le minacce alla sicurezza nazionale. Tuttavia, senza un sostegno militare più consistente, il dispiegamento internazionale, guidato dal Kenya, è risultato finora insufficiente, il rischio è che il paese sprofondi ulteriormente nell’anarchia.




