di Guido Keller –

Francois Hollande è intervenuto alla seduta comune di Senato e Assemblea Nazionale per annunciare la strategia nella “guerra al terrorismo”.

“La Francia è in guerra – ha detto ai parlamentari il presidente francese – . Ma il terrorismo non distruggerà mai la Repubblica, perché sarà la Repubblica a distruggerlo”. “Voi – ha continuato – siete i rappresentanti di un popolo libero, invincibile quando è unito”.

Domenica sera sono iniziati i raid su Raqqa, capitale dello Stato Islamico e roccaforte dei jihadisti, e, come è stato dopo la strage al Charlie Hebdo, vi sarà nuovamente “l’invio della portaerei Charles De Gaulle nel Mediterraneo orientale”; Hollande ha informato che lavorerà per la costituzione di una coalizione internazionale che, come da articolo 42.7 del Trattato dell’Unione Europea, preveda l’intervento degli altri stati al paese membro posto sotto attacco; una coalizione ampia, per cui “Vedrò Obama e Putin”, ha assicurato Hollande ai deputati e ai senatori riuniti in camera comune, perché bisogna “Distruggere i terroristi, senza pietà”.

Dal “Quint” (Germania, Usa, Italia, Francia Gb), riunitosi a margine del G20 in corso ad Antalya, è subito arrivato un invito “all’equilibrio”, a non fare colpi di testa, con Renzi che ha ricordato che serve massima cautela, nessuna iniziativa avventata. Anche perché gli interessi divergenti dei partner internazionali anti-Isis per ora bloccano qualunque nuova iniziativa militare in risposta agli attentati di venerdì sera a Parigi. Ma la Francia è scossa per quanto accaduto venerdì, e vuole risposte, chiare e subito.

Per cui Hollande ha chiesto un ritocco della Costituzione, poiché “Vogliamo investire la Repubblica di tutta la forza necessaria per consentirle di sradicare il terrorismo senza venire meno allo Stato di diritto”: Ha quindi annunciato che chiederà all’Assemblea l’estensione dello stato d’emergenza in Francia per tre mesi e la revoca della cittadinanza per i sospetti i terrorismo internazionale.

Nel suo intervento il capo dell’Eliseo ha confermato che gli attentati”stati decisi, pianificati in Siria, organizzati in Belgio e condotti sul nostro territorio con complici francesi”, causando vittime di 19 nazionalità diverse.

Il lungo discorso si è concluso con un “Viva la Francia”, e al caloroso applauso è seguito l’inno della Marsigliese cantato dai senatori e dai deputati.