di Enrico Oliari

La telefonata di ieri fra il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov e il segretario di Stato Usa John Kerry si è tradotta immediatamente in un nuovo livello di coordinamento di intervento nel conflitto contro l’Isis in Siria, il quale prevede un concreto scambio di informazioni e una migliore tattica di azione sul territorio.

Il tutto mentre più fonti danno in corso una massiccia offensiva ad opera dei curdi dell’Ypg (Unità di protezione del popolo) e delle Forze democratiche siriane (Fds) su Raqqa, la roccaforte siriana dello Stato Islamico, per quanto Lavrov abbia fatto sapere che “Non posso dire quanto siano reali le dichiarazioni su tali azioni già avviate, ma siamo pronti per tale coordinamento, lo dico in modo responsabile”. “Naturalmente – ha proseguito il ministro – Raqqa è uno degli obiettivi della coalizione anti-terrorismo, come è Mosul in Iraq. Siamo sicuri che potrebbe essere stato più veloce liberare queste aree popolose se i nostri militari (russi e statunitensi) avessero iniziato a coordinare le loro azioni molto prima. Ora c’è la possibilità di un tale coordinamento”.

Va detto, come Notizie Geopolitiche ha avuto modo di appurare portandosi in prima linea a soli 18 chilometri da Mosul, che uno dei problemi maggiori è rappresentato dall’adesione spontanea di intere città e villaggi allo Stato Islamico, tanto che a suo tempo a Mosul erano entrati circa 300 jihadisti, in una realtà urbana grande come Milano. Inoltre vi è stata una strenua difesa armata pro-Isis da parte degli abitanti dei villaggi contro i peshmerga e l’esercito iracheno, e in Siria contro l’Ypg, le Forze democratiche e l’esercito regolare.

Le informazioni che arrivano dai media locali, tra i quali la curda Rudaw e la panaraba al-Jazeera, parlano di 50mila combattenti impegnati nell’offensiva su Raqqa, ed al momento gli scontri sarebbero a 60 chilometri a nord della città.

Al-Jazeera ha riportato anche che gli attacchi sarebbero supportati dalla coalizione anti-Isis a guida Usa, cosa che apparirebbe come una novità nello scenario siriano, dal momento che fino ad oggi Washington ha supportato le iniziative in Iraq, mentre in Siria si è scagliata contro l’Isis la Russia.

La notizia è parzialmente in contraddizione con quanto affermato dal ministero della Difesa russa, per cui il ministro Sergei Shoigu ha proposto agli Stati Uniti iniziare gli attacchi aerei congiunti contro le posizioni dei jihadisti in Siria a partire da domani. Si tratta comunque di una questione di ore, per cui potrebbero essersi avviate operazioni comuni in quanto l’accordo è già stato stabilito.