di Shorsh Surme

Hasaka, Kurdistan della Siria (Rojava), è stata massicciamente bombardata dalle forze aeree governative del regime Siriano di Bashar al-Assad. I cacciabombardieri Mig di fabricazione Russa hanno colpito il quartiere generale delle forze curde di Protezione Unità del Popolo (YPG).

I bombardamenti hanno preso inizio martedì, dopo gli scontri scoppiati in città tra le forze di sicurezze curde (Asayish) e le milizie affiliate con il governo siriano, che hanno cominciato ad attaccare con artiglieria l’ospedale cittadino che si trova vicino alla piazza centrale, il Marsho, nella zona curda della città.

Non ha messo molto ad arrivare un segnale di compiacimento dal governo turco al raid aereo siriano sulle posizioni dei curdi nel nord-Hasaka: il primo ministro turco Binali Yildirim ha dichiarato che anche il governo siriano di al-Assad ha capito che i curdi rappresentano una “minaccia per la Siria”. Ed ha aggiunto che “la Turchia vuole giocare un ruolo chiave nella crisi siriana nel corso dei prossimi sei mesi, e che bisogna trattare con l’attore principale, che è il presidente Bashar al-Assad”.

E’ chiaro che la Turchia non accetterà mai la creazione di uno stato federale curdo all’interno della Siria, prechè Ankara teme che i curdi del Kurdistan Rojava possano incoraggiare la rivolta curda in Turchia, che è ripresa dopo la rottura unilaterale della tregua con Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), in lotta ormai da 32 anni contro il governo di Ankara.

Dopo l’incontro di Vladimir Putin e con Recep Tayyp Erdogan dello scorso 9 agosto, la Turchia e l’Iran sono sempre più vicini a una soluzione politica della crisi siriana sotto gli auspici della Russia, e la visita del sultano Recep Tayyp Erdogan mercoledì prossimo a Teheran rappresenta un passo importante in questa direzione, dove i curdi saranno come sempre la vittima sacrificale.