di C. Alessandro Mauceri –

John Brennan, direttore della Central Intelligence Agency (CIA) degli Stati Uniti d’America, si è recato in visita ufficiale a Mosca. Una notizia importante. In primo luogo perché i rapporti tra i due paesi sono da mesi caldissimi, per non dire incandescenti. E poi perché la visita “ufficiale” del capo della CIA non è stata diffusa dalla maggior parte delle agenzie di stampa. Il viaggio di Brennan, infatti, è avvenuto all’inizio di marzo. A diffondere la notizia, e con molte settimane di ritardo, è stato Oleg Syromolotov, del ministero degli Esteri della Federazione Russa. “Il capo della CIA, John Brennan ha veramente visitato a Mosca”, ha detto il diplomatico.

A confermare la visita è stato William Stevens, portavoce dell’Ambasciata USA, il quale ha aggiunto che durante gli incontri si è discusso dell’importanza del rispetto del “cessate il fuoco” in Siria (come confermato in un’intervista a RIA Novosti).

“Il direttore Brennan è stato in visita a Mosca ai primi di marzo; ha avuto dei contatti con i funzionari di primo piano del governo russo per sottolineare l’importanza affinchè Mosca e il regime di Assad si attenessero ai loro impegni per il cessate il fuoco in Siria”, ha detto Stevens. E Den Boyd, portavoce della Cia, ha diffuso ai media una mail spiegando che la ragione dell’incontro era discutere la transizione politica in Siria, a cominciare dal destino del presidente siriano Bashar al-Assad.

Ma la visita del capo della CIA resta avvolta dal mistero: il ministero degli Esteri russo non ha voluto chiarire con chi si è incontrato Brennan. Anche il portavoce del presidente russo Dmitry Sabbie non ha commentato la visita di Brennan. “Non posso dire nulla su questo. Non c’è stato nessun contatto con il Cremlino”, ha detto Sabbie.

Alla fine di febbraio Russia e gli Stati Uniti hanno concordato di cessare le azioni in Siria, accordo che, però, non si applica ai militanti dello Stato Islamico.

A chiarire, almeno in parte, l’ordine del giorno degli incontri, sono state le dichiarazioni rilasciate la scorsa settimana. In un’intervista a Interfax il vice ministro degli Esteri russo Gennady Gatilov ha detto che “’Non appena le condizioni di sicurezza lo permetteranno, dovrà essere organizzata una missione dell’Unesco a Palmira per giudicare i danni e restaurare quanto distrutto dall’Isis”. “La Russia è pronta a fornire tutta l’assistenza necessaria, abbiamo già stabilito dei contatti con l’Unesco a questo fine”, ha aggiunto.

Intanto, nel Mediterraneo orientale, continuano le attività di varie navi russe facenti parte del cosiddetto Syrian Express, il ponte navale organizzato dalla Russia verso la Siria per dar sostegno alla missione.