di Giacomo Dolzani –

Dopo l’annuncio dell’inizio dei colloqui di pace, le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (Farc), il gruppo armato che per decenni ha insanguinato il paese latinoamericano, ha dichiarato di volersi costituire come un partito a tutti gli effetti, capace di esprimere i propri candidati e di sostenere, adesso in maniera legale, le proprie idee.

A dare l’inaspettata notizia è proprio Jesus Carvajalino, dirigente Farc conosciuto sotto lo pseudonimo di Andres Paris, che ha partecipato alle negoziazioni preliminari all’Avana, in una intervista al quotidiano colombiano El Espectador.

La sua dichiarazione non lascia spazio ad equivoci: ”Se il processo per arrivare ad un accordo va avanti e si creano le condizioni politiche per partecipare alle elezioni, potremmo pensare alla possibilità di presentare un candidato presidenziale nel 2014 e vorremmo che la scelta di questo candidato emanasse dalle forze politiche che nascano dal dialogo di pace”.

Nonostante queste dichiarazioni rilasciate ai giornali, Paris mantiene comunque un cauto silenzio a riguardo, in quanto, a suo dire, “abbiamo deciso di non parlare di questa questione a causa della minaccia che pende su di noi: ogni presa di posizione può essere manipolata”, anche perché, quello svoltosi all’Avana, è solo un incontro preliminare, le vere trattative di pace cominceranno in ottobre in Norvegia e, nonostante il 77% dei colombiani sia favorevole ad una pacificazione con le Farc ed abbia quindi apprezzato la scelta del presidente Juan Manuel Santos, non si sa ancora con certezza quale sarà l’esito di questi colloqui.

Il governo di Bogotà intanto prende già le sue misure, definisce tramite la stampa come poco convincente una scesa in campo delle Farc nella scena politica nazionale, sostenendo che la popolazione non prenderebbe sul serio un simile partito.

Da parte loro però, gli analisti della stampa colombiana affermano che un eventuale soggetto politico che nasca dalle Farc finirebbe alleato con la Marcia Patriottica creando, assieme alle altre forze della sinistra radicale ora all’opposizione, una possibile grande coalizione che potrebbe essere vista con favore da una parte non trascurabile dell’elettorato.