Il Marocco rompe i rapporti con l’Ue e chiede garanzie sugli accordi bilaterali

di Belkassem Yassine – 

Una delle costanti della diplomazia marocchina è quella secondo cui nessuno può imporre le sue regole o il suo diktat al Regno sovrano. Ne è esempio la recente decisione del governo di sospendere tutti i contatti con l’Unione Europea (Ue), in seguito alla cattiva gestione del ricorso all’annullamento dell’accordo agricolo avvenuto in un processo intentato in Europa ed altrove. Tale legittima decisione è compiuta per ricordare che il Marocco non può accettare di essere trattato come il semplice elemento di una procedura giudiziaria. Ben chiara l’azione: “In attesa di ricevere le spiegazioni e le garanzie necessarie dalla parte europea, il governo ha deciso di sospendere ogni contatto con le istituzioni europee, ad eccezione degli scambi attesi su questo dossier”, cioè sull’annullamento dell’accordo agricolo e il relativo ricorso.
Dopo molti giorni di tergiversare, le istituzioni dell’Ue hanno depositato, venerdì scorso, la richiesta di ricorso alla decisione in prima sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea (CJUE) del 10 dicembre che annulla l’accordo agricolo con il Marocco, cioè un giorno lavorativo prima della scadenza legale di questa procedura. Su questo punto, il governo marocchino rimprovera alle istanze dell’Unione di aver fatto il blackout totale.
Opacità, eccessi di zelo o manovre tecnocratiche e amministrative hanno caratterizzato il lavoro dei servizi competenti dell’Ue e una mancanza di trasparenza è stata rilevata nell’elaborazione del documento del ricorso, sapendo che il Marocco è direttamente interessato in questa questione. Tutto ciò mette in pericolo la fiducia tra i due partner.
Fon dall’inizio di questo affaire, il Marocco ha espresso le sue preoccupazioni in merito alla sicurezza giuridica dei suoi accordi con l’Ue e ha messo in guardia le istituzioni europee contro le manipolazioni, come d’uso da parte dell’Algeria. Vi sono poi state navette diplomatiche, comunicati e dichiarazioni di responsabili marocchini e di esperti europei e internazionali perché l’Ue di preservarvi quanto acquisito e non si sbilanci a favore delle manovre distorsive degli avversari del Marocco.
L’Unione europea aveva scelto nel 2008 il Marocco come primo paese al quale accordare uno Statuto avanzato ed è proprio lo stesso Marocco che contribuisce fattivamente per l’Europa nella lotta al terrorismo e all’immigrazione clandestina.
Alla base della reazione del Marocco vi è la decisione in prima istanza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea di annullare l’accordo agricolo firmato tra il Marocco e l’Unione nel marzo 2012 in quanto si applicava anche alle provincie del sud.
Il governo marocchino ha ribadito la sua condanna a questo giudizio del tribunale ed ha denunciato il carattere pericolosamente politico della decisione, i suoi argomenti infondati e le sue conclusioni contrarie al diritto internazionale e alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Si è inoltre pronunciato contro “l’atteggiamento sleale dell’Unione Europea che fa poco per il rispetto necessario tra i partner”. L’Ue aveva promesso al Marocco una gestione trasparente e sforzi intensi per regolare questo dossier, cosa di fatto poi non avvenuta.

A Bruxelles le reazioni non si sono fatte aspettare.
Sostenendo la decisione del governo marocchino, l’europarlamentare Gilles Pargneaux, presidente del Gruppo d’amicizia Marocco – Ue nel Parlamento europeo, senza mezze di parole, ha detto che “la reazione del Marocco è completamente legittima ed è suo diritto di chiedere un minimo di trasparenza nella gestione delle sue relazioni con l’UE”. Ha quindi invitato le istituzioni europee a lavorare nella trasparenza con le autorità marocchine, richiamando la ripresa della cooperazione e del dialogo tra le due parti, perché “l’Unione Europea ha bisogno del Marocco, in particolare nella lotta contro il terrorismo e l’immigrazione e nella sicurezza”, e “questa cooperazione si estende anche al settore energetico. Il Marocco ospiterà a novembre prossimo la COP 22 ed abbiamo bisogno di sviluppare il partenariato con il Regno leader mondiale in questo settore”. Pargneaux ha precisato che “l’Unione Europea non può sacrificare le sue relazioni di lunga data con il Marocco per ragioni di tecnocrazia amministrativa”.
L’Europa dovrà dunque fare la scelta tra la necessità di tenere conto debitamente la sovranità e gli interessi del Marocco o lasciarsi condurre su piste ostili mettendo in pericolo le sue alleanze strategiche, in una congiuntura segnata in particolare da gravi sfide della sicurezza e incertezze profonde sulla sopravvivenza anche dello spazio comunitario.