di Belkassem Yassine –
Il Marocco apporta sostegno attivo agli Emirati Arabi Uniti nella loro lotta contro l’Isis (Daesh), un impegno che già lo ha visto determinante nella neutralizzazione della succursale magrebina di al-Qaeda Aqmi, ma anche nell’isolare numerose cellule terroristiche che si attivavano sul suo territorio ed all’estero, in particolare in Francia ed in Spagna, grazie alle importanti informazioni che i Servizi di sicurezza hanno raccolto.
Proprio per questi motivi il Regno del Marocco è stato spinto dalle potenze occidentali ad intervenire nella minaccia rappresentata dall’Isis: è riconosciuta la capacità dei Servizi di sicurezza marocchini di intervenire smantellando cellule di jihadisti in Europa e in Marocco, tuttavia è stato declinato l’invito degli Stati Uniti di inviare proprie truppe militari in Siria e in Iraq.
Al momento è attiva la cooperazione in materia di terrorismo con i paesi membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG), in particolare con gli Emirati Arabi Uniti, un impegno che si fonda sul partenariato e sulla solidarietà reciproca.
Il 28 ottobre scorso re Mohammed VI ha disposto l’intensificazione con gli EAU della cooperazione in materia di intelligence e di aspetti militari operativi, in funzione della lotta al terrorismo e della preservazione della stabilità nell’area.
L’azione promossa dal sovrano è indice del rispetto degli impegni internazionali in materia di promozione della pace, della sicurezza, della democrazia e della tolleranza, uno sforzo che già ha visto il Marocco prendere parte a diverse operazioni militari per la difesa della sicurezza nazionale e dell’integrità territoriale degli Stati amici, come nel caso del Congo, del Golan, dello Zaire e, ancora in corso, del Centrafrica. Per decenni centinaia di militari marocchini sono stati impiegati nella formazione e nella sicurezza dell’Emirato di Abu Dhabi, ma il Marocco era presente nel 1990 in Arabia Saudita n seguito all’invasione del Kuwait da parte di Saddam Hussein.

