di Enrico Oliari –
Impazza lo scandalo del “Vatileaks”, scoppiato dopo gli arresti dei “corvi” monsignor Lucio Angel Vallejo Balda, spagnolo di 54 anni, dell’Opus Dei, già segretario della Prefettura degli Affari economici della Santa Sede, e della laica Francesca Immacolata Chaouqui, 33 anni, calabrese, della Commissione referente sulle strutture economico-amministrative della Santa Sede (Cosea): i due, che potrebbero però essere la punta di un iceberg, hanno trafugato documenti riservatissimi della Santa Sede per pubblicare il tutto in due libri appena usciti, “Via Crucis” di Gianluigi Nuzzi e “Avarizia” di Emiliano Fittipaldi.
E’ tuttavia lo stato della Chiesa di per sé a preoccupare papa Francesco, “amareggiato” per i giri di denaro che Transitano dalla Santa Sede, “amareggiato” per gli scandali legati alla pedofilia, che hanno mandato in rovina alcune diocesi degli Stati Uniti, “amareggiato” per chi ha tradito la sua fiducia, ed “amareggiato” per quei prelati che fanno la vita da nababbi: “Se un credente parla della povertà o dei senzatetto e conduce una vita da faraone: questo non si può fare”. Il papa lo ha detto in un’intervista ad un giornale olandese, ed è stato un messaggio diretto e forte, dopo che nei giorni scorsi nuove rivelazioni della stampa hanno messo a nudo lo stile di vita lussuoso di molti cardinali, nonché il frequente uso per interessi privati di ingenti ricchezze pubbliche del Vaticano.
Il cardinal Tarcisio Bertone da qualche tempo è nella bufera per il superattico da 300 mq. a ridosso del Vaticano, secondo “Vatileaks” ristrutturato con 200mila euro presi dalla Fondazione Bambino Gesù, quella dell’celebre ospedale. Accuse che il cardinale respinge, aggiungendo che “È una vergogna, non so come difendermi, difendersi dalle calunnie è quasi impossibile. Le vittime sono impotenti”.
“La radicalità del Vangelo – ha aggiunto il pontefice nel suo messaggio lanciato da casa Santa Marta – è della chiamata di Gesù Cristo: servire, essere al servizio, non fermarsi, andare oltre sempre, dimenticandosi di se stessi”. Ed ancora, “anche nella Chiesa ci sono questi, che invece di servire, di pensare agli altri, di gettare le basi, si servono della Chiesa: gli arrampicatori, gli attaccati ai soldi. Quanti sacerdoti, vescovi abbiamo visto così”.
Intanto i due libri di Fittipaldi e Nuzzi vanno a ruba: in uno viene indicata la “quasi totale assenza di trasparenza nei bilanci della Santa Sede”, ovvero di come solo una minima parte dei soldi previsti per la beneficenza siano davvero usati a quel fine, nell’altro vengono denunciate le spese pazze di molti cardinali, incluso George Pell, che il papa ha messo a capo della segreteria per l’Economia con l’obiettivo di riformare le finanze vaticane.
Due giornalisti “da impiccare”, ha affermato alla “Zanzara” DI Giuseppe Cruciani, in onda su Radio 24, il direttore di Radio Maria don Livio Fonzaga.
Per padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede, le informazioni di “Via Crucis” e di “Avarizia” erano “in buona parte” già note e “legate a una fase di lavoro ormai superata, grazie alle riforme volute da papa. Ma hanno il risultato, in buona parte voluto, di creare l’impressione di un regno permanente della confusione, della non trasparenza se non addirittura del perseguimento di interessi particolari o scorretti”.
Ed il Vaticano ha fatto sapere che invierà gli atti per rogatoria al governo italiano per chiedere di valutare se esistano gli estremi per indagare Fittipaldi e Nuzzi per ricettazione.

