di Guido Keller –

Il premier italiano Matteo Renzi è intervenuto alla Knesser, il parlamento israeliano, per quello che lui ha definito un “pellegrinaggio laico”: lì ha affermando che “Il vostro destino è il nostro destino, la vostra sicurezza è la nostra sicurezza, insieme costruiremo un mondo migliore”.

Pur ribadendo che “L’esistenza dello Stato di Israele non è una gentile concessione della comunità internazionale dopo la Shoah”, Renzi ha sostenuto con forza la soluzione dei “due popoli, due stati”, subordinata alla “sicurezza di tutti”. Si tratta della “sola via per la pace, lo dico qui e lo ripeterò a Betlemme incontrando il leader dell’Anp”.

“Chi pensa di boicottare Israele – ha continuato – non si rende conto di boicottare se stesso, di tradire il proprio futuro. Possiamo avere opinioni diverse, è accaduto e continuerà ad accadere. Ma l’Italia sarà sempre in prima linea nel forum europeo e internazionale contro ogni forma di boicottaggio sterile e stupido”.

E’ quindi tornato sull’accordo per il nucleare iraniano, argomento trattato ieri nell’incontro con il premier Benjamin Netanyahu, ed ha parlato di “un compromesso utile per il futuro della regione, ma siamo pronti a verificare giorno dopo giorno, momento dopo momento la sua implementazione”. “Non sarà mai possibile – ha sottolineato – nessun compromesso nei confronti del futuro di Israele”, anzi, “sarò franco e brutale: la vostra sicurezza è la nostra sicurezza” perché “condividiamo lo stesso destino”.

Ha quindi garantito che l’Italia “farà di tutto per consentire ai territori palestinesi di uscire dallo stato di difficoltà in cui si trovano a cominciare dalla difficoltà economica”.

Riferendosi alle leggi razziali del 1938, Renzi ha ricordato che “fanno ancora scendere una cappa di vergogna sulla mia nazione”.

Dopo l’intervento alla Knesset, Renzi si è recato a Betlemme per incontrare il leader dell’ano Abu Mazen: nella conferenza stampa di fine incontro, Renzi ha rimarcato che “Tutti gli sforzi che noi possiamo fare di natura economica, commerciale ma anche culturale vanno nella direzione della posizione di due Stati per due popoli. E’ la posizione che noi vogliamo perseguire assieme ai nostri amici e partner convinti che sia l’unico modo per risolvere la grave situazione che si protrae ormai da molti anni”.