di Giuliano Bifolchi

Con l’intento di combattere le sanzioni degli Stati Uniti e dell’Unione Europea, la Federazione Russa ha avviato il progetto Yamal LNG (Liquefied Natural Gas), il quale prevede l’investimento di 27 miliardi di dollari utili per sfruttare le risorse di gas naturale presenti nella Siberia nord occidentale. Queste, secondo le stime, dovrebbero raddoppiare l’apporto russo sul mercato economico mondiale del gas naturale liquido.

Il Cremlino ha affermato di avere le risorse economiche necessarie per poter finanziare il progetto la cui difficoltà è data dalla localizzazione delle riserve di gas nell’area dell’Artico del Nord che richiede tecnologie avanzate di estrazione fornite da compagnie occidentali impossibilitate ad operare e lavorare all’interno della Federazione proprio a causa delle sanzioni.

Anche se attualmente gli azionisti di Yamal LNG hanno già investito 6 miliardi di dollari, le sanzioni di Stati Uniti ed Ue hanno effettivamente tagliato fuori le compagnie occidentali dall’accesso al progetto; la mancata o parziale partecipazione dell’Occidente al progetto non ha impedito il suo inizio ed attualmente, secondo quanto riferito dagli esperti e dagli analisti, Yamal LNG si sta già configurando come un programma imponente.

Maxim Moshkov, analista esperto nel settore energetico presso la UBS, ha affermato di essere rimasto impressionato dallo status dei lavori e dal grande impegno profuso per portarne avanti la realizzazione a fronte delle sanzioni che hanno colpito la Novatek, azionista principale di Yamal LNG.

Allo stato attuale circa 6 mila persone stanno lavorando al progetto ed il loro numero, secondo le previsioni, potrà salire a 15 mila il prossimo anno; secondo quanto affermato da Moshkov, i lavori si svolgono senza interruzione giorno e notte e Yamal LNG da utopia si sta trasformando sempre di più in una realtà.

Della stessa opinione è Andrey Polishchuk, esperto della Banca Raiffeisen, il quale ha sottolineato come lo stato dei lavori è talmente avanzato da prevedere la realizzazione di un nuovo aeroporto e strutture di stoccaggio.

Yamal LNG può far leva su due partner di importanza e caratura internazionale come la compagnia francese Total e quella cinese CNPC; la Total ha affermato nel corso degli ultimi giorni che le sanzioni non hanno arrestato i lavori e l’interesse della compagnia visto che la Federazione Russa fornisce all’Europa un terzo del gas importato, fattore da tenere in considerazione proprio in prospettiva delle sanzioni.

Secondo le stime, Yamal LNG inizierà ad esportare gas a partire dal 2018 andando a rispondere alla domanda crescente di compratori europei ed asiatici; annualmente l’impianto esporterà 16.5 milioni di tonnellate di gas liquido, pari al consumo francese di gas di sei mesi.

Le sanzioni statunitensi ed europee hanno limitato la manovra di azione della Total e della Novatek: Gennadi Timchenko, co-proprietario della Novatek e amico del presidente russo, è stato direttamente colpito dalle sanzioni emanate nel marzo 2014 dagli Stati Uniti ed ha quindi chiesto ed ottenuto il supporto di Vladimir Putin. Anche la compagnia cinese CNPC è stata interessata dalle restrizioni mondiali nei confronti della Russia ed il prestito accordato al progetto pari a 20 miliardi di dollari prima della fine del 2014 tarda ad arrivare; tuttavia alla fine, secondo quanto affermato dagli esperti del settore, la Cina interverrà per favorire l’erogazione di tali fondi.

Se l’apporto estero nei confronti del progetto dovesse venir meno, causa sanzioni, il governo russo potrebbe intervenire direttamente grazie alla propria riserva forex, la terza più grande al mondo, pari a 460 miliardi di dollari.

Diverse fonti ufficiali, infatti, hanno sottolineato il probabile supporto della Gazprom a Yamal LNG a cui sarà possibile unire le compagnie russe Rosneft, Transneft e RzhD. Lo stesso Primo Ministro russo Dmitry Medvedev aveva confermato a Leonid Mikhelson, co-proprietario e direttore della Novatek, che il Cremlino intende supportare il progetto e le compagnie che ne prenderanno parte e, qualora la Total e la CNPC non forniranno l’apporto economico necessario, sarà direttamente il Governo a darlo.

Il prossimo anno la compagnia ingegneristica francesce Technip dovrà fornire la tecnologia necessaria per lo sviluppo dell’impianto di liquefazione del gas attualmente non disponibile in Russia; se tale accordo dovesse saltare a causa delle sanzioni, il Cremlino ricercherà tale know-how all’interno della Cina, paese che negli ultimi anni si è dimostrato capace di progettare e realizzare grandi impianti di liquefazione.

Il progetto Yamal.

Il progretto Yamal, chiamato anche “Yamal megaproject” e sviluppato da Gazprom, è un programma a lungo termine che prevede l’estrazione e l’esportazione delle vaste riserve di gas naturale nella Penisola di Yamal in Russia situata dal punto di vista amministrativo nel Okrug Autonomo Yamalo-Nenets nell’Oblast Tyumen.

Le basi per lo sviluppo del progetto furono gettate negli anni ’90 e seguendo il programma iniziale i lavori di perforazione ed estrazione sarebbero dovuti iniziare nel 1997 ed avrebbero interessato il giacimento di Bovanenkovo; nel 2002 la Gazprom identificò la Penisola di Yamal come una regione di interesse strategico e nel 2007 iniziarono i lavori di costruzione delle infrastrutture ausiliarie (come ad esempio le residenze dei lavoratori oppure i terminali di trasporto). Nel luglio del 2008 la Gazprom lanciò la costruzione della dorsale di trasporto del gas Bovanenkovo-Ukhta ed il 3 dicembre 2008 il progetto fu ufficialmente inaugurato.

Il potenziale energetico della Penisola di Yamal è notevole e può contare su 11 depositi di gas naturale e 15 giacimenti petroliferi per un totale di 16 mila miliardi di metri cubi (TCM – trillion cubic meters) di gas naturale esplorato e stimato, circa 22 TCM di riserve di gas previste e 291.8 milioni di tonnellate di riserve petrolifere. I depositi più grandi, la cui licenza è detenuta dalla Gazprom, sono quelli di Bovanenkovo, Kharasavey, Novoportovo, Kruzenshtern, Severo-Tambey, Zapadno-Tambey, Tasiy e Malygin.

Per il trasporto del gas e del petrolio sono state previste differenti pipeline; nel 1993 fu ideato il progetto congiunto Yamal-Europe Pipeline tra le compagnie di trasporto del gas naturale della Federazione Russia, Bielorussia, Polonia e Germania il quale è stato commissionato nel 1999.

Yamal LNG.

Il progetto Yamal LNG prevede la realizzazione di un impianto di liquefazione del gas naturale a Sabetta, nel nord-est della Penisola di Yamal, per un costo previsionale pari a 15-20 miliardi di dollari. La capacità dell’impianto sarà pari a 16.5 milioni di tonnellate di LNG all’anno ed il completamento della prima fase è previsto per la fine del 2016. Il principale partner per l’esportazione del gas sarà la Cina, come previsto dall’accordo firmato durante il Forum Economico Internazionale di St.Petersburg del 2014, ed il gas giungerà sui mercati asiatici grazie al Passaggio Nord-Orientale. Il progetto è sviluppato dalla JSC Yamal LNG: la Novatek detiene il 60% delle azioni mentre la Total e la CNPC rispettivamente il 20%.

L’impianto è stato progettato e commissionato al consorzio formato da Technip e JGC Corporation; il progetto prevede anche la realizzazione di un aeroporto e porto e la costruzione di un impianto elettrico che dovrà essere realizzato dalla Technopromoexport e sfrutterà turbine della Siemes. L’impianto avrà una capacità di 282 MW e sarà operativo nel 2018.