di Belkassem Yassine –
Nei giorni scorsi il re del Marocco, Mohammed VI, come atto di amicizia con la Spagna e dopo la visita del premier Mariano Rajoi, aveva graziato 48 cittadini spagnoli detenuti per diversi reati in Marocco. Fra i graziati un pedofilo condannato a trent’anni per aver abusato di undici minori, fatto che ha provocato uno scandalo se non un caso diplomatico, ma subito il monarca aveva affermato di aver firmato la lista senza conoscere i singoli casi dei condannati.
Da quanto si è appreso, è stato appurato che i crimini del pedofilo Daniel Galvan Fina non sono stati inseriti nella lista presentata al re per la procedura della Grazia e dalla Casa reale è stato assicurato che se tali fatti fossero stati portati al Sovrano, il pedofilo non avrebbe mai beneficiato di tale misura, visto che il re è il principale garante dei diritti dei cittadini e dell’equità della Giustizia.
Proprio in materia di diritti della donna e di tutela dell’infanzia, infatti, il re ha sempre avuto una posizione ferma, chiara, secondo la quale nessuno può ritenessi al di sopra della legge. Già in passato Mohammed VI si è dimostrato vicino alle famiglie delle vittime di tali odiosi reati.
Nell’incaricare i ministro della Giustizia di procedere con l’omologo spagnolo per il ritiro della Grazia, il re ha voluto ricordare che ci sono crimini che non è possibile perdonare, proprio per la fragilità delle vittime.
È stato inoltre ribadito che il regno di Mohammed VI si è caratterizzato per la vasta gamma di riforme nel campo della Giustizia, cosa per cui è stata istituita una specifica commissione di Dialogo nazionale, in un quadro di riforme costituzionali che fanno del Marocco un esempio in un contesto del mondo arabo scosso dalle rivolte popolari.
Il ministero spagnolo dell’Interno ha fatto sapere che il pedofilo è stato arrestato a Murcia, in Spagna, e che è a disposizione del Tribunale di Madrid, mentre in Marocco l’indagine ordinata da re Mohammed VI ha individuato l’errore commesso dalla Delegazione Generale dell’Amministrazione penitenziaria e del Reinserimento, che se ne è assunta la piena responsabilità, cosa per cui il monarca ha ordinato l’allontanamento del delegato generale.

