di Belkassem Yassine –

Nel suo messaggio, letto dal Capo di Governo Abdelilah Benkirane alla 42ma sessione ordinaria dei Capi di Stato e di Governo della Cedeao che si tiene a Yamoussoukro, il re del Marocco Mohammed VI ha rilevato che la grave crisi che ha colpito il Mali rappresenta la prova evidente dell’inefficacia degli approcci parziali e delle prospettive selettive in quella che è una realtà complessa ed una minaccia per tutta la regione; Mohammed VI ha spiegato che, al contrario, l’attuale crisi della regione indica la necessità di una strategia globale e di un’azione collegiale che  il Marocco invoca da anni. Il sovrano si è inoltre complimentato con la Cedeao  per l’impegno impiegato per il Mali, ovvero per la pronta mobilitazione e per la capacità di reagire nonostante gli ostacoli burocratici e di budget: in particolare ha detto che è necessario un maggiore finanziamento per perseguire gli scopi prefissati, per cui il Marocco continuerà ad assumersi pienamente i propri oneri sia in quanto nazione confinante, sia sul piano internazionale per il raggiungimento della pace e della stabilità nella regione.

Sostenendo tale linea, Mohammed VI ha dichiarato nel messaggio che “il mio paese non risparmierà alcuno sforzo per continuare a sostenere il popolo fratello del Mali in questo momento particolarmente delicato e tormentato della sua storia ed intende proseguire la sua azione molteplice in stretta collaborazione con la Cedeao e con le Nazioni Unite”.

Il Marocco ha dato il suo contributo ad alleviare la crisi umanitaria dei profughi rifugiatisi nella Mauritania meridionale, in Niger ed in Burkina Faso, mentre in merito allo sviluppo il regno intende rafforzare la tradizionale cooperazione con il Mali attraverso il sostegno economico e la formazione rivolta a coloro che non sostengono la lotta armata o la secessione del paese.

Ancora Mohammed VI ha spiegato che “il Marocco auspica in particolare il rispetto della piena sovranità del Mali e della libera scelta dei maliani e quindi sostiene i lavori della Commissione Nazionale per il dialogo e la riconciliazione istituita a tale scopo”.

Per il sovrano gli sforzi della Cedeao hanno alimentato la riflessione internazionale e hanno influenzato in modo determinante la posizione del Consiglio di Sicurezza sula questione che si è tradotta con la mobilitazione di forze francesi, del Mali e del Ciad, ovvero la Risoluzione 2085 del Consiglio di Sicurezza, sui piani politico, della sicurezza ed umanitario. La Cedeao è così tenuta a continuare la sua azione di mediazione anche una volta finito il conflitto in corso, cioè sostenendo Bamako nella realizzazione della sua “Feuille de Route de Transition”.

Il sovrano ha ricordato le attività dei gruppi armati jihadisti in Mali, i quali hanno sfruttato la fragilità dello Stato per assoggettare del tutto il nord, ridurre in schiavitù la popolazione sottoponendola a “leggi e regole” barbare, totalmente estranee alle pratiche musulmane secolari e si sono dati al contrabbando internazionale di armi, di droga, di migranti e di flussi finanziari illeciti: “il nord del Mali – ha dichiarato – è stato trasformato in una zona di non-diritto, i un vero e pèroprio santuario dei molti gruppi terroristici”.

Specialmente con l’offensiva del 10 gennaio scorso sì è reso necessario il coinvolgimento della Comunità internazionale, la quale ha, appunto, votato la Risoluzione 2085 per consentire il Mali di recuperare la propria sovranità nazionale, la propria integrità territoriale e di ristabilire il suo ordine costituzionale.