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Ormai è certo che il terrorista tunisino Mohamed Lahouaiej Bouhlel, che a Nizza ha ucciso con un camion 84 persone tra cui 5 italiani (un sesto è un giovane italo-americano), abbia avuto contatti con connazionali residenti a Gravina di Puglia, dove lo stesso Bouhlei ha lavorato per qualche tempo.

Le perquisizioni dei carabinieri in un appartamento dove il terrorista ha soggiornato e dove ancora oggi vi abitano migranti tunisini non hanno portato a nulla di rilevante, ma un sospetto è stato interrogato in quanto risultato essere in contatto con lui: si tratta di una persona già identificata, la quale non avrebbe precedenti penali e i cui contatti, schede telefoniche e spostamenti sono al vaglio degli inquirenti.

Ancora una volta la piazza pugliese viene ad essere interessata dal transito di terroristi jihadisti, come fu – ma non solo – per Abdeslam Salah, uno degli artefici del massacro di Parigi; in maggio sono scattate le manette ai polsi del 23enne Hakim Nasiri, domiciliato presso il Cara di Bari-Palese, con lo status di protezione sussidiaria, e del 29enne Gulistan Ahmadzai, domiciliato presso Borgo Libertà a Cerignola (Foggia), anch’egli godente di protezione umanitaria da 5 anni: i due sono stati accusati “della preparazione e esecuzione di azioni terroristiche da attuarsi contro governi, forze militari, istituzioni, organizzazioni internazionali, cittadini ed altri obiettivi civili”, specialmente in Italia, Belgio e Gran Bretagna.