Belkassem Yassine –
La trasmissione televisiva “60 minuti per comprendere” di Medi1TV internazionale è tornata a toccare nella puntata di ieri il tema delle rivelazioni di Wikileaks, che indicano un accordo tra l’esercito algerino e il gruppo terrorista di al-Qaeda nel Maghreb Islamico (Aqmi), guidato da Mokhtar Belmokhtar.
La puntata, intitolata “Algeria – AQMI: collegamenti pericolosi” e condotta da Faiçal Tadlaoui, ha avuto come ospiti Charles Saint Prot, storico, geopolitologo e islamologo, Matsumoto Shoji, professore di diritto internazionale e di diritto comparato all’Università di Sapporo Gakuin (Giappone), Aziz Boucetta, caporedattore al Panorapost, El Mostafa Rezrazi, professore ed esperto di gestione di crisi internazionali presso Università di Sapporo Gakuin (Giappone).
Le ultime rivelazioni di Wikileaks mettono gli eventi tragici dell’attacco al complesso estrattivo di In Amenas del gennaio 2013 (67 morti di cui 37 ostaggi e una guardia giurata) in relazione con la stessa attività dell’impianto: gli ospiti della puntata hanno analizzato i fatti tenendo in considerazione la reazione delle autorità algerine, l’uso eccessivo della forza da parte dell’esercito, i negoziati condotti che avrebbero portato ad un accordo segreto con il leader dell’Aqmi Belmokhtar.
Dal dibattito è uscita l’immagine dell’Esercito nazionale popolare algerino (ANPA) implicato nell’assassinio di alcuni ostaggi stranieri sequestrati dai terroristi.
Medi1 TV ha anche ottenuto registrazioni nuove ed esclusive inerenti la presa degli ostaggi: si tratta di conversazioni telefoniche che hanno avuto luogo nel corso dell’assalto al complesso di In Amenas.
Wikileaks ha pubblicato alcune e-mail ricevute dall’ex segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, che indicano l’accordo segreto concluso tra il governo algerino e il terrorista Belmokhtar, in cui vi è, fra le varie cose, l’obiettivo di attaccare gli interessi di Rabat nel Sahara marocchino.

