di C. Alessandro Maucer

Il 12 aprile a New York sono iniziati i colloqui informali per la nomina del nuovo segretario delle Nazioni Unite. I colloqui dell’Assemblea generale con i candidati sono andati avanti per alcuni giorni. Entro dicembre dovrà essere scelto il successore di Ban Ki-moon, al suo secondo mandato.

La procedura per la selezione del nuovo segretario generale è la vera novità: per la prima volta da quando è stato istituito l’Onu, gli incontri per l’elezione non avvengono a porte chiuse. I candidati sono chiamati a presentare (in un discorso di pochi minuti) il proprio programma ai membri dell’Assemblea Generale in cui sono riuniti i rappresentati 193 Paesi del mondo.

Ciascuno dei candidati dovrà rispondere ad alcune domande riguardanti ambiente, crisi dei profughi, guerre, diritti civili e corruzione, alcune poste da organizzazioni della società civile o da gruppi umanitari altre da semplici cittadini attraverso i social network.

Otto i candidati in corsa per la carica di segretario generale. Irina Bokova, 63 anni, bulgara, ex direttrice dell’Unesco; Vesna Pusic, 62 anni, croato e presidente del partito liberal democratico; Natalia Gherman, 47 anni, moldava, è stata ambasciatrice in numerosi Paesi e ministro degli Esteri fino a gennaio; Helen Clark, 66 anni, dalla Nuova Zelanda, dove ha ricoperto l’incarico di primo ministro dal 1999 al 2008 (è stato anche alla guida del programma di sviluppo delle Nazioni Unite UNDP); secondo Forbes qualche anno fa era la 38esima donna più potente al mondo; Antonio Guterres, 66 anni, portoghese e già capo dell’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR); Danilo Turk, 64 anni, ex presidente della Slovenia e attualmente “solo” professore di diritto internazionale alla Columbia University; Igor Luksic, 39 anni, che dal 2012 è ministro degli Esteri del Montenegro; Srgjan Kerim, 67 anni, ex primo ministro della Macedonia, ha già ricoperto l’incarico di presidente dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Pare abbiano maggiore probabilità di vittoria le due donne: lo stabilisce la regola non scritta secondo la quale deve essere rispettata la “rotazione” dei paesi. Ban Ki-moon, che è stato segretario in rappresentanza dell’est asiatico, questa volta la posizione dovrebbe (ma non è sicuro) andare a un candidato della vecchia Europa dell’est. A questo si aggiunge il desiderio espresso da molti di vedere il posto di segretario generale ricoperto da una donna.

Sebbene non abbia potere esecutivo o diritto di veto, quello di segretario generale delle Nazioni Unite è un ruolo molto ambito. È in grado infatti di influenzare l’agenda politica e di mediare tra le parti in un conflitto più di chiunque altro.