di Enrico Oliari –

Nelle stesse ore in cui in Italia la Procura di Busto Arsizio ascoltava l’ormai ex numero uno di Finmeccanica, Giuseppe Orsi, in merito alla presunta maxi-tangente versata per la vendita al Governo indiano di 12 elicotteri AW 101 della AgustaWestland progettati il trasporto delle autorità governative (valore complessivo di 750 milioni di dollari), il Senato del paese orientale si riuniva in seduta per fare il punto della situazione e quindi valutare la decisione del ministero della Difesa, Arackaparambil Kurien Antony, di avviare le procedure per cancellare il contratto di fornitura dei velivoli.

Se c’è infatti chi paga le tangenti, costretto o meno che sia, c’è anche chi si intasca i soldi e difatti

l’opposizione indiana del Bharatya Janata Party (centro-destra) si è chiesta, per bocca del senatore Prakash Javadekar, il perché del ritardo con cui il Governo è intervenuto per anulare la commessa, dopo che le indagini erano in corso da oltre un anno e soprattutto dopo l’arresto di Orsi: “L’Italia sta investigando su questa vicenda da un anno –  ha sottolineato il leader del Bjp – e noi solo ora stiamo facendo qualcosa!”.

E’ da notare che nei giorni scorsi l’India ha inviato in Italia una delegazione della polizia criminale (Cbi) e dei ministeri della Difesa e degli Esteri che ha raccolto materiale riguardante la fornitura degli elicotteri, mentre l’inchiesta sul versante indiano coinvolge già quattro società e undici sospetti, tra i quali l’ex comandante delle Forze aeree Shashindra Pal Tyagi e due suoi cugini.

In chiusura della seduta il Senato indiano ha adottato una mozione con la quale viene istituita una commissione parlamentare di inchiesta per fare luce sullo scandalo degli elicotteri Finmeccanica ed il ministro della Difesa Antony ha minacciato di punire severamente i presunti mediatori e responsabili della corruzione.

Nel frattempo si fanno insistenti le voci fatte circolare dal quotidiano di New Delhi ‘Hindustan Times’, secondo le quali la commessa potrebbe essere girata alla Russia per l’acquisto di un gruppo di Mi-17 V5, cosa che rappresenterebbe il potenziamento di un ordine già in corso di 80 mezzi, per un valore di 1,4 mld di dollari.