INDIA. Esperti, ‘immunità ambasciatore italiano è assoluta’

Ansa –

L’immunità diplomatica di cui gode l’ambasciatore d’Italia Daniele Mancini “è assoluta” e la questione dei marò non può che essere risolta sul piano politico. Lo sostengono oggi due esperti di diritto sul quotidiano The Hindu di New Delhi. Anup Surendranath e Shreya Rastogi avviano la loro analisi sostenendo che “l’ordine che intima all’ambasciatore di non lasciare l’India e la potenziale possibilità di procedimenti per oltraggio nei suoi confronti non hanno alcuna base legale”. E aggiungono che queste ipotesi “sono una seria violazione dell’obbligo che l’India ha di fornire immunità nell’ambito della Convenzione di Vienna sulle Relazioni diplomatiche del1961”. In particolare gli esperti assicurano che “l’Ordine della Corte Suprema di limitazioni imposte all’ambasciatore va contro la garanzia di inviolabilità personale degli agenti diplomatici” prevista dall’art. 29 della Convenzione. Al riguardo si cita una sentenza della Corte internazionale di giustizia (ICJ) – Congo contro Belgio del 2002 – in cui si nota che “misure che evocano il timore di un arresto anche se di fatto esse non interferiscono con l’attuale espletamento delle attività diplomatiche andrebbero contro la garanzia di personale inviolabilità previste dall’art.29”. Esaminando quindi la tesi di chi in India suggerisce che l’art. 32 autorizza una rimozione dell’immunità, si ricorda che per questo “l’immunità deve essere espressamente revocata dallo Stato inviante e che non vi è alcuna possibilità di considerare una perdita di fatto dell’immunità in base agli atti di agenti diplomatici”. E’ evidente, si sottolinea, che “il governo italiano non ha inviato alcun espresso segnale di voler rimuovere l’immunità” di Mancini. In definitiva, concludono gli esperti, “la questione deve essere risolta chiaramente sul terreno politico”, mentre limitando i movimenti dell’ambasciatore e minacciando un procedimento per oltraggio, la Corte Suprema ed il governo indiano stanno cercando soluzioni legali dove non ce ne sono”.