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Ammonta a 27 il numero delle vittime dell’imboscata che i ribelli naxaliti (maoisti) hanno teso ad un convoglio di deputati e di esponenti politici, in una zona isolata del distretto di Sukna, in India: si trattava di rappresentanti del partito del Congresso dello stato nord orientale del Chhattisgarh, i quali stavano tornavano da un comizio dal capoluogo di Raipur, mentre l’agguato è avvenuto dopo circa 300 chilometri di strada, sulla via del ritorno.

Tra le vittime c’è il leader del Congresso del Chhattisgarh, Nand Kumar Patel, trovato morto insieme a suo figlio, mentre un’altra trentina di persone sono rimaste ferite.

Uccisi anche Mahendra Karma, fondatore nel 2005 della milizia tribale anti maoista Salwa Judum e un ex parlamentare, Uday Mudaliar.

Al momento è stata indetta una riunione di emergenza dal primo ministro Manmohan Singh e da Sonia Gandhi, la quale ha definito l’accaduto come un “attacco alla democrazia”.

Una settimana fa militari dell’esercito sono penetrati nel villaggio di Bastar, sempre in Chhattisgarh, dove in uno scontro a fuoco con i naxaliti sono rimasti uccisi otto civili, tra cui diversi bambini.

Nati nel 1967 da una rivolta di contadini poverissimi nel villaggio di Naxalbari, i ribelli maoisti sembravano fino a poco fa sconfitti, mentre oggi sono tornati in forza e controllano  il cosiddetto “corridoio rosso” nell’India orientale, dal confine con il Nepal fino all’Andhra Pradesh.

Nel marzo scorso i naxaliti dell’Orissa avevano rapito gli italiani Paolo Bosusco e Claudio Colangelo, poi liberati.