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Sarebbe dovuto rientrare oggi in india il marò Massimiliano Latorre, operato lo scorso 5 gennaio al cuore per la chiusura del Pfo (forame ovale pervio) presso l’Irccs Policlinico di San Donato Milanese, dopo che il 1 settembre era stato colpito da un Tia (attacco ischemico transitorio): in un primo momento la Corte suprema indiana, presieduta dal giudice Handyala L. Dattu con l’assistenza dei giudici Madan B. Lokur e Arjan K. Sikri, ha espresso parere negativo al prolungamento della degenza in Italia, ma oggi lo stesso presidente della Corte ha rinviato la decisione in merito alla richiesta della difesa di posticipare il rientro.

Di fatto il magistrato ha concesso il prolungamento della degenza senza doversi pronunciare in merito, dal momento che sarà ora “un’altra sessione a occuparsene per un principio di indipendenza di giudizio”. Il prossimo esame sarà mercoledì.

I due fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono accusati di omicidio in quanto il 15 febbraio 2012 avrebbero, stando alle accuse, sparato dalla petroliera Enrica Lexie uccidendo due pescatori dell’imbarcazione St. Anthony, scambiati per pirati: si trattava del conduttore Valentine Gelastine e del pescatore Ajesh Binki, morti mentre gli altri nove membri dell’equipaggio dormivano.

Da allora i due militari si trovano in India alloggiati presso la rappresentanza diplomatica italiana, in attesa di un processo che sembra procrastinarsi all’infinito a causa di una moltitudine di fattori, fra cui il mancato deposito dei capi d’accusa e la mole di istanze ed eccezioni presentate dalla difesa, su cui la Corte suprema deve di volta in volta esprimersi.