Notizie Geopolitiche –

Nel giorno in cui la Corte suprema è chiamata a decidere sulla possibilità che il 47enne fuciliere di Marina Massimiliano Latorre, colpito nei giorni scorsi da una lieve ischemia cerebrale, possa tornare in Italia per le cure, trapelano notizie non buone per la posizione dei due militari: un quotidiano indiano, l’Hindustan Times, ha riportato fonti del ministero dell’Interno secondo cui lui e il collega Salvatore Girone, in attesa di processo in quanto il 15 febbraio 2012 avrebbero, stando alle accuse, sparato dalla petroliera Enrica Lexie uccidendo due pescatori dell’imbarcazione St. Anthony, scambiati per pirati, resisi conto dell’accaduto avrebbero fatto pressioni sul capitano della Enrica Lexie per inviare all’Organizzazione Marittima Internazionale, l’agenzia Onu che si occupa di sicurezza sui mari, una mail con un resoconto dell’incidente alterato.

Nella fattispecie “Dopo l’incidente del 15 febbraio del 2012, il capitano della Enrica Lexie – pubblica il quotidiano – scrisse una e-mail sostenendo che i sei pescatori a bordo del St.Antony erano armati. Ma gli inquirenti invece trovarono tutti e 11 i pescatori disarmati: non c’era alcuna arma a bordo”.

“Tuttavia – riprende la fonte dell’Hindustan Times – quando la Nia, l’agenzia nazionale indiana per la sicurezza, durante la sua inchiesta, ha interrogato il capitano dell’Enrica Lexie (Umberto Vitelli, ndr.) questi ha negato di esser stato testimone dell’incidente e ha spiegato di aver mandato l’e-mail perché pressato dai marò accusati”. “Il piano – ha poi aggiunto – era di far passare i pescatori indiani come pirati”.

La Nia, l’agenzia investigativa che si occupa di formalizzare l’accusa contro i due militari, non ha voluto commentare quanto pubblicato dal quotidiano indiano, ed un portavoce ha fatto sapere che “presenteremo i nostri capi di imputazione al giudice di merito un volta che tutte le questioni relative al caso saranno chiarite in Corte Suprema”.

Mentre i due del St. Antony, il conduttore Gelastine e il pescatore Ajesh Binki, venivano uccisi, gli altri 9 membri dell’equipaggio dormivano.

In luglio era stato il capitano e proprietario del peschereccio, Freddie Louis Bosco, a cambiare la sua versione dei fatti, rafforzando così la tesi dell’accusa: al suo arrivo nel porto di Neendakara il giorno dell’incidente aveva affermato a caldo ai giornalisti che il fatto si era svolto alle 21.30, ma poi, intervistato dall’Ansa, si è detto “assolutamente sicuro” che l’omicidio dei suoi due uomini è avvenuto alle 16.30 e di “non ricordare” perché in precedenza aveva riferito un tempo diverso.

L’orario delle 16.30 è quello che viene sostenuto dall’accusa come orario in cui si sarebbero svolti i fatti.