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Il quotidiano indiano quotidiano Economic Times ha riportato una fonte dell’esecutivo secondo cui vi è stata sulla vicenda dei due marò “un’inversione di marcia”, per cui anche il fatto di non aver bloccato il ritorno” di Massimiliano Latorre in Italia a settembre per ragioni di salute “fa parte del dialogo dietro le quinte tra le due parti”.

Nei giorni scorsi il premier Matteo Renzi ha fatto sapere che c’è un’ipotesi di dialogo con il governo indiano per una soluzione “diplomatica condivisa”, ed oggi il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha detto a Uno Mattina che “Ci auguriamo che la dichiarata disponibilità al dialogo da parte dell’India produca risultati”.

Una delle proposte che ventilano nell’aria prevede le scuse ufficiali da parte dei marò, il risarcimento delle famiglie delle vittime e la celebrazione di un processo in Italia, ma rimane aperta la via dell’arbitrato internazionale. Il 27 dicembre la Pesc Federica Mogherini ha minacciato che i continui rinvii da parte della magistratura indiana “possono incidere sulle relazioni fra l’Unione Europea e l’India”.

Sempre a Uno Mattina il capo della Farnesina ha dichiarato che “Le condizioni di salute di Massimiliano Latorre sono quelle che sono e per noi sono una priorità”, ed ha osservato, riferendosi alla decisione della Corte suprema indiana di negare sia il permesso a Salvatore Girone di trascorrere il Natale in Italia che la permanenza di Latorre per motivi di salute, che “Come minimo il governo italiano è stato molto contrariato e deluso”.

Il portavoce del ministero degli Esteri di Nuova Delhi, Syed Akbaruddin, ha espresso una posizione di prudenza precisando pochi giorni fa che la questione “non è solo una discussione fra due esecutivi, ma è un tema all’esame della magistratura indiana” che “deve esprimersi prima che si possa andare avanti”: “la giustizia indiana rimane libera, trasparente e imparziale”.

I due fucilieri di Marina Salvatore Girone e Massimiliano Latorre sono accusati di omicidio in quanto il 15 febbraio 2012 avrebbero, stando alle accuse, sparato dalla petroliera Enrica Lexie uccidendo due pescatori dell’imbarcazione St. Anthony, scambiati per pirati: si trattava del conduttore Valentine Gelastine e del pescatore Ajesh Binki, morti mentre gli altri nove membri dell’equipaggio dormivano.