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Il rifiuto della Corte suprema indiana di acconsentire alle richieste di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre della liberazione anticipata su cauzione, della proroga di quattro mesi della convalescenza di Latorre in Italia, dove si trova in seguito ad un attacco ischemico, e del rientro a casa per le festività natalizie di Salvatore Girone, si sta traducendo in nuove tensioni fra l’India e l’Italia: per il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni “Di fronte a un atteggiamento così grave” dell’India “il governo si riserva i passi necessari a partire dall’urgente richiamo per consultazioni dell’ambasciatore italiano a Nuova Delhi”, per quanto “non si tratti di rottura delle relazioni diplomatiche”. Per Gentiloni si tratta ora di una scelta obbligata, che “dobbiamo fare, senza improvvisazioni e con il necessario equilibrio”. Sulla questione il capo della Farnesina ritiene che siano in gioco “principi irrinunciabili di sovranità internazionale” e “l’Italia ha l’obbligo di reagire”.
Roberta Pinotti, ministro della Difesa, si è detta dell’avviso che “Non ci sono le condizioni per far partire dall’Italia Latorre. Non è un atto di sfida né una volontà di scontro, ma una serena e ferma presa d’atto di una situazione” sanitaria. Pinotti ha affermato in audizione alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato che “Siamo delusi ed irritati per la decisone della Corte suprema indiana sui due marò. Le nostre istanze erano di carattere umanitario e ci aspettavamo un risultato diverso”. “Girone – ha spiegato – è in India da quasi tre anni, la sua detenzione crea disagio ed è in cima ai nostri pensieri. Il Governo metterà in atto tutte le misure possibili per rimediare”.
Da Bruxelles è intervenuta anche il capo della diplomazia europea, Federica Mogherini, la quale ha avvertito che la questione dei marò “è irrisolta da tre anni” e che potrebbe avere “un impatto” sulle relazioni complessive tra India e Ue. “Serve una soluzione condivisa – ha detto – nell’interesse sia dell’Italia sia dell’India, sulla base del diritto internazionale”. “L’Unione Europea – ha concluso Mogherini – continuerà a seguire la questione, in contatto con il Governo italiano, e reitera la richiesta di una rapida soluzione”.
Salvatore Girone e Massimiliano Latorre sono in India in quanto accusati di aver sparato il 15 febbraio 2012 dalla petroliera Enrica Lexie, sulla quale erano di scorta, uccidendo due pescatori dell’imbarcazione St. Anthony, scambiati per pirati.
In India i due militari risiedono al momento nell’ambasciata italiana a Nuova Delhi, dove lavorano, ma Latorre al momento è in Italia per un periodo di convalescenza in seguito ad un attacco ischemico. Dovrà subire un’operazione cardiochirurgia.

