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Dopo che lo scorso 13 luglio l’India ha accettato di sottoporsi all’arbitrato della Corte di Amburgo, cioè del Tribunale internazionale del diritto del mare (Itlos), sul caso dei marò Massimiliano Latore e Salvatore Girone, le autorità di Nuova Delhi hanno incaricato due esperti del settore, Alain Pellet e di Rodman Bundy, di prendere le proprie parti in vista dell’udienza del 10 agosto.
In realtà la scelta dell’Italia di ricorrere all’arbitrato potrebbe rappresentare una scappatoia per il governo indiano, che potrebbe vedere una soluzione del problema senza incorrere in grossi problemi di politica interna, dal momento che l’opinione pubblica indiana, specialmente le frange nazionaliste, hanno sempre voluto vedere processati i due militari italiani nel paese orientale.
Elemento di contrasto fra i due paesi rimane la richiesta che le autorità italiane formuleranno di avere in Italia i due marò per tutta la durata del processo, per cui l’India ha già fatto sapere la propria contrarietà.
Il mese scorso Massimiliano Latorre ha avuto una proroga di sei mesi del permesso di convalescenza a Taranto a seguito dell’attacco ischemico per cui è stato operato in gennaio, mentre Salvatore Girone continua ad essere in India in libertà vigilata con obbligo di firma, ospite ed operativo presso l’ambasciata italiana.
I due fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono accusati di omicidio in quanto il 15 febbraio 2012 avrebbero, stando alle accuse, sparato dalla petroliera Enrica Lexie uccidendo due pescatori dell’imbarcazione St. Anthony, scambiati per pirati: si trattava del conduttore Valentine Gelastine e del pescatore Ajesh Binki, morti mentre gli altri nove membri dell’equipaggio dormivano.

