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Per quanto in merito alla vicenda dei marò si intraveda uno spiraglio di intesa fra le diplomazie di Italia e India, al punto che il premier Matteo Renzi ha fatto sapere che c’è un’ipotesi di dialogo con il governo indiano per una soluzione “diplomatica condivisa”, il portavoce del ministero degli Esteri di Nuova Delhi, Syed Akbaruddin, ha voluto precisare che la questione “non è solo una discussione fra due esecutivi, ma è un tema all’esame della magistratura indiana” che “deve esprimersi prima che si possa andare avanti”: “la giustizia indiana rimane libera, trasparente e imparziale”.
Una delle proposte ventilate prevede le scuse ufficiali da parte dei marò, il risarcimento delle famiglie delle vittime e la celebrazione di un processo in Italia.
Come ha spiegato nei giorni scorsi Emma Bonino, già ministro degli Esteri, un’altra via potrebbe essere quella dell’arbitrato internazionale.
I due fucilieri di Marina Salvatore Girone e Massimiliano Latorre sono infatti accusati di omicidio in quanto il 15 febbraio 2012 avrebbero, stando alle accuse, sparato dalla petroliera Enrica Lexie uccidendo due pescatori dell’imbarcazione St. Anthony, scambiati per pirati: si trattava del conduttore Valentine Gelastine e del pescatore Ajesh Binki, morti mentre gli altri nove membri dell’equipaggio dormivano.

