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Ancora una seduta importante lunedì nella Corte Suprema indiana sul caso marò, ma stavolta potrebbe essere davvero il momento della svolta per l’odissea giudiziaria dei marò italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, dal febbraio 2012 trattenuti in India perché accusati della morte di due pescatori locali, al largo delle coste del Kerala, e tuttora, dopo due anni, senza incriminazione. Secondo Times of India, il governo di New Delhi ha deciso di abbandonare la richiesta del Sua Act, la legge antiterrorismo che prevede tra l’altro obbligatoriamente la pena di morte se condannati; e ha deciso di ricorrere al codice penale ordinario indiano. L’ultima parola spetta comunque al presidente della Corte, il giudice B.S. Chauhan, lunedì. Ma la novità è notevole: far cadere il Sua Act, comporta a cascata il decadere del ruolo dell’agenzia Nia, la National Investigation Agency, ma il governo lunedì -secondo il quotidiano- chiederà anche di lasciare comunque il caso alla Nia: una sorta di ‘mix creativo’, che potrebbe però giocare a favore dell’Italia, perché velocizzerebbe i tempi, visto che la Nia ha già fatto le indagini.

La decisione del governo indiano, aggiunge il quotidiano, è la chiave per risolvere “la purulenta crisi diplomatica” con l’Italia, perché innanzitutto sgombera il campo dal rischio della pena di morte. In realtà già nelle scorse settimane il governo indiano aveva cercato di annacquare questo rischio, accettando di far ricorso a un passaggio del Sua Act che prevede 10 anni di carcere in caso di condanna in base alla legge. Ma all’Italia non era bastato: il problema per l’Italia rimaneva tale, perché secondo la Farnesina è comunque inaccettabile il ricorso, sotto qualsiasi forma, alla legge anti-pirateria per i due marò. I rapporti tra i due Paesi si erano inaspriti a tal punto che, complice anche l’ennesimo rinvio giudiziario, il governo italiano, lunedì ha deciso di richiamare per consultazioni in Italia l’ambasciatore, Daniele Mancini. Adesso, invece, la novità del governo, che -secondo le indiscrezioni del quotidiano e la tempistica che era stata prevista già lunedì scorso- ha preso la decisione di far decadere ‘tout court’ il Sua Act e lo comunicherà alla Corte Suprema lunedì prossimo, chiedendo in aggiunta che venga lasciata alla Nia il bagaglio di indagini fin qui condotte. E l’eventuale ‘via libera’ del giudice avrebbe il vantaggio di accorciare i tempi.