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Secondo un’analisi di Bloomberg, le importazioni di petrolio russo in India potrebbero ridursi quasi della metà entro la primavera, a seguito di un decreto firmato dall’ex presidente statunitense Donald Trump legato a un nuovo accordo commerciale tra Stati Uniti e India.
Il provvedimento prevede lo stop agli acquisti diretti e indiretti di greggio russo da parte dell’India. In caso contrario, Washington potrebbe imporre dazi più elevati sui prodotti indiani destinati al mercato statunitense.
Secondo le stime, la maggior parte delle raffinerie indiane avrebbe già sospeso gli acquisti spot di petrolio russo, in attesa di istruzioni ufficiali dal governo. Le importazioni, che attualmente si aggirano attorno a 1,2 milioni di barili al giorno, potrebbero scendere a 400–500 mila barili quotidiani.
Un simile calo rappresenterebbe un cambiamento significativo per i flussi energetici globali, considerando il ruolo centrale dell’India nel mercato del petrolio russo.
Negli ultimi anni l’India è diventata il principale acquirente di petrolio russo, mentre per Mosca il mercato indiano rappresenta il secondo sbocco dopo la Cina.
Una riduzione drastica degli acquisti indiani rischierebbe quindi di avere ripercussioni rilevanti sulle entrate energetiche russe e sugli equilibri commerciali nel settore petrolifero internazionale. Gli analisti ritengono che le prossime settimane saranno decisive: molto dipenderà dalle interpretazioni ufficiali del decreto statunitense e dalle eventuali contromisure diplomatiche ed economiche adottate da New Delhi.




