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La Corte suprema indiana ha accolto l’istanza presentata dalla difesa del marò Massimiliano Latorre di una proroga di sei mesi del permesso di degenza in Italia, benché superiore: Latorre è stato operato lo scorso 5 gennaio al cuore per la chiusura del Pfo (forame ovale pervio) presso l’Irccs Policlinico di San Donato Milanese, dopo che il 1 settembre 2014 era stato colpito da un Tia (attacco ischemico transitorio). Da allora è in Italia su concessione dei magistrati indiani.

Salvatore Girone si trova invece ancora bloccato a New Delhi, dove risiede nell’ambasciata italiana e collabora con l’addetto militare.

Dall’India è giunta anche la notizia dell’accettazione da parte del governo Modi dell’arbitrato internazionale intrapreso dall’Italia, ed in una nota della Farnesina si legge che “La decisione del Governo indiano di partecipare all’arbitrato internazionale da noi avviato, unita all’estensione da parte della Corte Suprema, senza l’opposizione del Governo di New Delhi, di ulteriori 6 mesi della permanenza in Italia del Fuciliere di Marina Latorre, ancorché per un periodo inferiore a quello da noi richiesto, confermano il consolidamento del percorso arbitrale intrapreso dall’Italia il 26 giugno”.

“L’Italia – prosegue la nota – si accinge ora ad attivare tutte le misure necessarie per consentire il rientro in Italia anche del Fuciliere di Marina Salvatore Girone”.

I due fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono accusati di omicidio in quanto il 15 febbraio 2012 avrebbero, stando alle accuse, sparato dalla petroliera Enrica Lexie uccidendo due pescatori dell’imbarcazione St. Anthony, scambiati per pirati: si trattava del conduttore Valentine Gelastine e del pescatore Ajesh Binki, morti mentre gli altri nove membri dell’equipaggio dormivano.