Indonesia. Alleanza strategica con il Brasile per il sud globale

di Giuseppe Gagliano

Durante la visita ufficiale del presidente Luiz Inácio Lula da Silva a Jakarta, Brasile e Indonesia hanno firmato una serie di accordi commerciali destinati a rafforzare le relazioni economiche bilaterali e la loro influenza geopolitica globale. Insieme, i due Paesi rappresentano quasi 500 milioni di abitanti e sono accomunati dallo status di potenze emergenti del Sud globale. L’obiettivo dichiarato da Lula e dal presidente indonesiano Prabowo Subianto è di trasformarsi in poli economici complementari e di costruire una nuova architettura commerciale che sfidi gli attuali equilibri dominati dalle economie avanzate.
Gli accordi spaziano dall’agricoltura alla difesa, passando per estrazione mineraria, energia rinnovabile e tecnologia. Lula ha sottolineato che l’intesa economica non è solo uno strumento di crescita, ma una porta d’accesso strategica per il Mercosur verso l’Asia, annunciando un prossimo accordo commerciale preferenziale volto a eliminare barriere tariffarie e favorire investimenti reciproci. Subianto, da parte sua, ha definito la cooperazione “strategica e duratura”, evidenziando il potenziale delle due economie per costruire un modello di sviluppo alternativo fondato sulla cooperazione e non sulla competizione.
Il volume degli scambi tra Brasile e Indonesia dovrebbe raggiungere i 7,15 miliardi di dollari nel 2024, con un surplus stimato di 3,7 miliardi a favore del Brasile. Ma l’obiettivo condiviso è superare la dipendenza dalle materie prime e puntare su filiere tecnologiche, agroindustriali e di difesa. Tra le ipotesi più rilevanti c’è l’acquisizione da parte di Jakarta di velivoli militari brasiliani e la creazione di programmi congiunti di formazione nel settore della difesa. Una mossa che indica la volontà di entrambi i Paesi di rafforzare la propria autonomia strategica rispetto alle grandi potenze.
Sia Lula sia Subianto hanno rimarcato l’importanza dei BRICS come piattaforma per coordinare le politiche economiche tra economie emergenti. Con la presidenza di turno del gruppo, il Brasile punta ad ampliare il dialogo con l’Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico (ASEAN), creando un asse Sud-Sud sempre più strutturato. L’incontro di Lula con il segretario generale Kao Kim Hourn e la sua partecipazione al vertice ASEAN in Kuala Lumpur si inseriscono in questa strategia.
Il viaggio asiatico di Lula assume anche un significato geopolitico più ampio. La possibilità di un incontro a margine con Donald Trump — in un momento segnato da tensioni commerciali tra Washington e Brasilia — indica che il Brasile sta giocando una partita multipolare, bilanciando cooperazione Sud-Sud e dialogo con l’Occidente. In un contesto globale frammentato, questa strategia potrebbe rafforzare la posizione negoziale del Paese sia nei BRICS sia con i partner tradizionali.
L’intesa con l’Indonesia rappresenta un passo importante nella costruzione di un asse economico emergente tra Asia e America Latina. Non si tratta solo di accordi commerciali: è la proiezione di un’identità geopolitica condivisa che punta a ridurre la dipendenza dalle grandi potenze e ad affermare una voce autonoma nel nuovo ordine globale.