di Marco Dell’Aguzzo –

Nonostante le proteste e i numerosi inviti alla clemenza, sembra che Joko Widodo, presidente dell’Indonesia, non abbia intenzione di fare passi indietro: nove trafficanti di droga, otto dei quali di nazionalità straniera, verranno fucilati questo mercoledì 29 aprile, molto probabilmente nelle prime ore della mattina.

I nove di cui sopra (quattro nigeriani, due australiani, un filippino, un brasiliano e un indonesiano; ma si parla anche di un cittadino francese la cui condanna è stata temporaneamente sospesa) sono stati avvertiti dell’esecuzione la scorsa domenica, con un preavviso di settantadue ore. La fucilazione dovrebbe avvenire nell’isola di Nusa Kambangan (dall’infelice soprannome di Isola delle esecuzioni), dove i nove sono attualmente detenuti. Stando ai media locali, nove bare bianche sarebbero state consegnate domenica notte alla stazione di polizia della non distante città Cilacap, mentre a un impresario delle pompe funebri di Bali sono state commissionate delle croci con i nomi dei condannati di fede cristiana e datate ‘29/04/2015’.

In Indonesia e in tutto il mondo si chiede di risparmiare la vita ai nove detenuti. Oltre agli attivisti locali e stranieri e ai capi di stato dei paesi di provenienza dei prigionieri, molti personaggi famosi non hanno fatto mancare il loro appello al presidente Jokowi: il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, il premio Nobel per la pace José Ramos-Horta, il pugile filippino Manny Pacquiao, l’imprenditore britannico Richard Branson e il chitarrista dei Black Sabbath Tony Iommi.

Il governo indonesiano non è nuovo ad esecuzioni capitali di questo tipo: nel gennaio scorso sono stati giustiziati sei trafficanti di droga, sempre tramite fucilazione, nonostante le richieste di grazia che pure giunsero. Il procuratore generale Muhammad Prasetyo rilasciò allora questa dichiarazione: “Quel che facciamo è volto soltanto a proteggere la nostra nazione [l’Indonesia] dai pericoli delle droghe”. Ma il resto del mondo non lo ritiene un approccio accettabile.