di C. Alessandro Mauceri –
C’è chi lo ha definito il peggior disastro ambientale causato dall’uomo nel XXI secolo.
I telegiornali, forse distratti dal nuovo Vatileaks, sembrano aver tralasciato la notizia, ma l’incendio che da settimane sta distruggendo intere regioni dell’Indonesia ha raggiunto livelli che alcuni hanno definito apocalittiche: le fiamme si sono estese lungo buona parte dell’Indonesia (che si allunga per 5mila chilometri di coste) e hanno reso l’aria irrespirabile. I fumi hanno raggiunto buona parte del sudest asiatico fino a Singapore e alla Malesia. Pochi giorni fa anche la NASA ha pubblicato su Twitter una foto scattata dal satellite Deep Space Climate Observatory (DSCOVR) che mostra una macchia grigia di fumo sull’Indonesia. In molte città la visibilità non supera i 30 metri e sono state predisposte molte navi militari per l’evacuazione dei bambini.
Gli incendi stanno producendo danni all’ambiente di dimensioni spaventose: in Indonesia le emissioni di CO2 è pari a quella degli Stati Uniti e nelle ultime tre settimane la quantità di gas riversata nell’atmosfera è stata paria quella emessa dalla Germania in un intero anno. Inquinamento che ha richiesto il ricovero di 168mila persone per problemi respiratori. Tra le aree più colpite la città di Palangkaraya, nel Kalimantan. Il professor Susan Page dell’Università di Leicester, che ha lavorato in Kalimantan, ha parlato di “livelli di monossido di carbonio e l’ozono troposferico attualmente fuori scala”. Non meno grave l’allarme lanciato da Greenpeace che ha parlato di una caligine impenetrabile che costringe tutti ad andare in giro con la mascherina per cercare di limitare i danni causati da un’ indice dell’inquinamento dell’aria (Polluttant Standards Index) che è passato da 75 a 401.
Sconosciuta l’origine degli incendi che si sarebbero sviluppati contemporaneamente in decine di luoghi diversi. Secondo alcune fonti, la causa potrebbe essere l’abitudine di bruciare ogni anno le piantagioni e i terreni destinate alla coltivazione di palma da olio per fertilizzare il suolo. Una prassi usuale in alcune aree dell’Indonesia, a Sumatra e nel Kalimantan. Secondo alcuni sarebbe questa pratica, peraltro illegale, la causa delle decine di migliaia di incendi che stanno devastando il paese. per questo, il presidente indonesiano Joko Widodo ha promesso di inasprire le sanzioni per gli agricoltori che daranno fuoco alle piantagioni.
Ancora difficile la stima dei danni, ma c’è chi parla di una cifra astronomica: oltre 50 miliardi di dollari. Una somma pari a diversi punti percentuali dell’intero Pil dell’Indonesia. Un problema per il paese che avrebbe dovuto presentare a Parigi i propri piani per la riduzione delle emissioni. Il fatto è che, secondo alcune fonti, in Indonesia oltre i tre quarti delle emissioni di gas serra sono causate da incendi. Un fenomeno che è valso al paese il quinto posto nella classifica mondiale dei maggiori responsabili di emissioni di CO2.
E c’è già chi è pronto a scommettere che dopo gli incendi di queste settimane, l’Indonesia raggiungerà i vertici della classifica occupati da Cina e Stati Uniti.

