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Sei persone sono state giustiziate in Indonesia per traffico di droga, dopo che il presidente Joko Widodo ha negato a loro e ad un’altra sessantina di carcerati la grazia.
Dei sei condannati di oggi, le cui esecuzioni sono state eseguite contemporaneamente in sei penitenziari diversi, cinque erano stranieri provenienti da Olanda, Brasile, Malawi, Vietnam e Nigeria. Il mancato accoglimento delle richieste di grazia formulate dai governi dei rispettivi paesi hanno spinto oggi Olanda e Brasile a richiamare i propri ambasciatori.
Da Brasilia il presidente Dilma Rousseff si è detta “indignata e costernata” per l’esecuzione del 53enne Marco Archer Cardoso Moreira, arrestato nel 2003 presso l’aeroporto di Giacarta con quasi 14 chili di cocaina nascosti nei bagagli.
Rousseff ha avvertito che “Le relazioni tra i due paesi ne risentiranno”.
L’olandese era Ang Kiem Soe, 52 anni e originario di Papua, la cui esecuzione è stata definita dal Ministero degli Esteri di Amsterdam “un’inaccettabile negazione della dignità e dell’integrità umana”, mentre la persona vietnamita era una donna, la 37enne Tran Thi Bich Hanh.
Rupert Abbott, direttore per la regione del Sud Est Asiatico di Amnesty International, ha affermato che “Siamo di fronte ad una mossa molto triste e che fa arretrare” l’Indonesia: “La nuova amministrazione si è insediata con la promessa di fare dei diritti umani una sua priorità, ma l’esecuzione di sei persone è uno schiaffo a queste promesse”.

