Ansa, 4 dic 11 –
La notizia di un drone Usa abbattuto a est dell’Iran, data da una fonte militare iraniana, e’ l’ultima tappa di un’escalation di tensioni tra la Repubblica Islamica e l’Occidente. Queste le sue tappe salienti. 8 novembre – Esce un nuovo rapporto sull’Iran dell’Aiea, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, secondo il quale vi sarebbero nuovi elementi per sostenere che Teheran stia lavorando alla bomba atomica. L’Iran reagisce definendolo ”squilibrato, non professionale e politicamente motivato”, e che ispirato dagli Usa. 12 novembre – Una misteriosa esplosione fa strage in una base delle Guardie rivoluzionarie vicino Teheran, ufficialmente e’ incidente. Ma fra le vittime vi e’ anche il ‘padre’ del programma missilistico, e secondo fonti occidentali si trattava di una base di missili, possibile bersaglio di un attacco. 19 novembre – L’Aiea vota una risoluzione in cui si evidenzia ”crescente preoccupazione” per il nucleare iraniano. 21 novembre – GB, Usa e Canada varano sanzioni piu’ severe nei confronti del settore energetico e del sistema finanziario di Teheran. La Ue annuncia che seguira’ la stessa via. 27 novembre – Il Parlamento iraniano approva una legge che prevede l’espulsione dell’ambasciatore britannico e la riduzione al minimo dei rapporti diplomatici ed economici con Londra. 28 novembre – Nuova misteriosa esplosione, stavolta nei pressi di Ishafan. Da Tel Aviv giunge notizia che avrebbe semidistrutto un impianto per il trattamento dell’uranio e trapela l’ipotesi che non si sarebbe trattato di un incidente. 29 novembre – Una manifestazione di studenti e Basiji sfocia nell’invasione dell’ambasciata britannica a Teheran e del suo compound del parco Qolhak, con vere e proprie devastazioni. Il governo di Londra richiama il personale diplomatico ed espelle quello iraniano dal proprio territorio. Francia, Germania, Olanda e Italia richiamano gli ambasciatori per consultazioni, Parigi riduce il suo personale a Teheran. 1 dicembre – i ministri degli esteri Ue si accordano per 180 nuovi nomi nella lista di chi ha visti bloccati e beni congelati, ma decidono per un rinvio a gennaio per altre misure per colpire il settore energetico, finanziario e dei trasporti. 2 dicembre – In linea con la Gran Bretagna, il Senato Usa approva sanzioni anche contro la Banca centrale iraniana, che pero’ non saranno operative prima di sei mesi.




