di Ehsan Soltani –

Al terzo giorno di colloqui in corso a Muscat, in Oman, fra il Segretario di Stato Usa John Kerry, Catherine Ashton in rappresentanza dell’Unione Europea e il ministro degli Esteri di Teheran Javad Zarif, l’ayatollah Alì Khamenei, Guida spirituale della Repubblica Islamica, ha postato sul proprio account Twitter in lingua inglese le sue “linee rosse” insuperabili in materia di nucleare iraniano.

Le trattative sono in preparazione del vertice del “5+1” (Usa, Russia, Cina, Francia Gb + Germania) di Vienna, mentre il termine dei negoziati del 27 novembre, termine per altro successiva alla scadenza di ottobre stabilita un anno fa, ha portato nell’aria un nervosismo palpabile.

La lista di Khamenei rende ulteriormente difficili le trattative per via dei vari ostacoli posti, come ad esempio insistere sulla possibilità della ricerca continua nel campo del nucleare, non accettare imposizioni dall’alto, proteggere l’impianto di arricchimento di Fardow e ottenere la possibilità di arricchire l’uranio di 190mila Uls (Unità di Lavoro separativo per l’arricchimento dell’uranio), cosa quest’ultima che rappresenta una delle questioni fondamentali e più difficili dei colloqui e quindi dello scindere la questione del nucleare dalle sanzioni.

Ieri più di duecento deputati iraniani hanno firmato una dichiarazione con la quale viene chiesto a Zarif di non rinunciare ai punti che riguardano l’arricchimento dell’uranio, la ricerca continua e la fine delle sanzioni internazionali, ed hanno informato che non accetteranno nessun accordo che non garantisca questi tre elementi.

• “La marcia scientifica nucleare non deve in alcun modo essere arrestata o rallentata”;

• “La delegazione iraniana dovrebbe insistere sulla continua attività di ricerca e sviluppo nucleare”;

• “Nessuno ha il diritto di contrattare sui successi nucleari e nessuno lo farà”;

• “La nostra delegazione non dovrebbe accettare eventuali imposizioni dall’altra parte”;

• “L’Agenzia Internazionale per l’energia atomica deve stabilire relazioni con l’Iran di clientela normale e non straordinaria”;

• “I funzionari dovrebbero avere incontri e colloqui a livello di ministri degli Esteri”;

• “Proteggere il centro di Fardow affinchè i nemici non lo possano distruggere”;

• “Fornire le esigenze finali sulla capacità di arricchimento del Paese, che sono di 190mila Uls”;

• “Le esigenze di base del Paese e alcune questioni come le sanzioni non dovrebbero essere legate ai colloqui sul nucleare”;

• “I colloqui sono incentrati solamente sulla questione del nucleare e non su qualsiasi altro argomento”;

• “Fino a che gli americani continueranno la loro ostilità ed inimicizia nei confronti dell’Iran, non ha senso e non vale alcun accordo”.